San Biagio Platani, la festa degli Archi di Pasqua salta per mancanza fondi

Salta per mancanza di fondi, quest’anno, il tradizionale appuntamento con gli Archi di Pasqua, una delle manifestazioni più antiche, originali e scenografiche di tutta la Sicilia. E’ caduto nel vuoto l’appello lanciato qualche mese fa dal sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, che aveva chiesto aiuto ai privati per poter sponsorizzare l’evento che da anni richiama migliaia di visitatori e turisti nel piccolo paese tra i Monti Sicani che lega da tempo il suo nome, principalmente, ai famosi archi di pane che trasformano il centro storico del paese in un accogliente salotto a cielo aperto, per un periodo che va ben oltre la settimana santa. Il significato religioso degli Archi di Pasqua è il trionfo di Cristo sulla morte; gli archi, secondo la tradizione, affondano le sue radici nella miseria in cui versava la popolazione nel ‘700, il cui allestimento serviva appunto a far dimenticare la povertà.

Quest’anno povere sono anche le casse del comune. “Ormai – ha detto il sindaco al Giornale di Sicilia – non ci sono più i tempi tecnici per poter realizzare la manifestazione e non ci sono nemmeno le risorse, nessun privato si è fatto avanti, possiamo dire ufficialmente che quest’anno non ci saranno gli Archi di Pasqua. Siamo stati lasciati soli dalla Regione, farò delle note di protesta per tutte quelle manifestazioni a volte stupide e insignificanti che finanziano in Sicilia con la tabella H, quando invece la nostra festa, che ha una rilevanza non solo regionale, non viene neanche attenzionata. I comuni sono al collasso, un comune piccolo come il nostro non riesce trovare 100 mila euro  utili a finanziare l’evento. L’anno scorso – ha spiegato Sabella – 50 mila euro li ha trovati il comune, altri 50 sono stati donati da sponsor e cittadini. Con difficoltà abbiamo fatto di tutto in questi per non far perdere una tradizione che va avanti da molti anni, ma non abbiamo mai avuto le attenzioni dalle istituzioni preposte a valorizzare realtà artistiche e tradizionali come la nostra, quella degli Archi di Pasqua di San Biagio Platani da sempre è stata tra le celebrazioni più importanti in Sicilia, è stata apprezzata all’Expo, da anni la promuoviamo alla Bit di Milano, ma quest’anno non siamo stati in grado di organizzarla, ci metteremo subito al lavoro perché si possa celebrare il prossimo anno”.

Una tradizione che coinvolgeva tutto il paese, in tenti sono rimasti delusi. Per molte settimane, prima della Pasqua, le confraternite rivali dei Madunnara (devoti alla Madonna) e dei Signurara (devoti a Gesù), erano impegnate nella costruzione di imponenti composizioni di canne e ferle che fanno da incastellatura ad addobbi artistici di agrumi, alloro e soprattutto di pane, nelle più svariate forme e dimensioni. Le grandiose costruzioni artistiche, di archi, cupole, e campanili venivano disposte lungo tutto il corso Umberto I, la via principale del paese: la ricercatezza delle decorazioni, unita alla illuminazione serale trasformavano San Biagio Platani nel più sontuoso ed accogliente salotto a cielo aperto. Il culmine della manifestazione nel giorno di Pasqua, con l’incontro tra il Cristo e la Madonna davanti la chiesa Madre, ma gli “archi” rimanevano in mostra anche nelle settimane seguenti, quando si svolgevano le degustazioni di prodotti tipici. Quest’anno niente di tutto questo: interrotta per mancanza di fondi la tradizione degli Archi di Pasqua.