Elezioni 2017 in Sicilia, sindaco di Sciacca scioglie riserva: “Non mi ricandido”

Fabrizio Di Paola, sindaco di Sciacca, non si ricandiderà alle amministrative. A sciogliere la riserva è stato lo stesso primo cittadino, che ha deciso di non correre per un secondo mandato. “Non è stata e non è una decisione facile da assumere e non nascondo che viene fuori dopo un tormentato travaglio, anche interiore” dice. Alla base della scelta “ragioni personali che non mi consentono, dopo aver concluso con serietà e spirito di servizio il mandato legato al consenso elettorale ricevuto nel 2012, di assumere un ulteriore impegno con i miei concittadini, nel caso di vittoria, per un altro quinquennio”. Una ‘carriera’ dentro il Palazzo comunale iniziata nel 1999 e che ha portato Di Paola a ricoprire tutti i ruoli: consigliere comunale, presidente di Commissione consiliare, presidente del Consiglio comunale e sindaco. Adesso, dice il primo cittadino, occorre “andare avanti” perché “il nostro comune e il nostro territorio di tutto hanno bisogno, fuorché di amministrazioni improvvisate e fuori contesto, ovvero di semplicistiche evidenziazioni di negatività, solo per attrarre irresponsabilmente un voto di protesta”. Di Paola ricorda i cinque anni di “importanti traguardi” ma anche di “infinite emergenze” che si sono succedute con “una escalation senza precedenti”.

“Questi cinque anni sono stati caratterizzati -dice-: da una crisi economico finanziaria dei Comuni, con impressionanti tagli ai trasferimenti nazionali e regionali, adottati con improvvisata ed irragionevole tempistica e senza alcuna adeguata gradualità; dalle continue emergenze igienico sanitarie; dall’emergenza maltempo, aggravata da una sempre più evidente vulnerabilità del nostro territorio”. Ma anche, ribadisce il primo cittadino dal “continuo conflittuale rapporto con altre istituzioni, con particolare riferimento alla Regione siciliana, con gravi conseguenze su patrimoni cittadini (vedi Terme) fonti di ricchezza e di sbocchi economico occupazionali”. Non ultime le “difficoltà correlate al corretto funzionamento dell’apparato burocratico del Comune, responsabile e competente nella gestione dei servizi essenziali”. “La strada intrapresa dalla mia amministrazione, caratterizzata dalla mirabile sintesi tra politica del rigore e processi di crescita, è quella giusta” dice Di Paola, che si è già “messo a disposizione” della coalizione che fino a oggi lo ha sostenuto anche per “la ricerca di una candidatura intelligente ed illuminata, che sappia fare meglio di me e che guardi con competenza alla realtà che stiamo vivendo ed intercetti e prevenga pericolosi salti nel buio, fatti di populismo e di improvvisazione”.

Ma dal primo cittadino arriva anche un monito. “Occorre lavorare perché nei contesti di Governo più elevati si comprenda che il pericoloso abbandono in cui sono stati lasciati gli enti locali in questi anni è un processo che necessita di una decisa inversione di rotta”. Il che significa anche dotare gli stessi Comuni delle “adeguate risorse finanziarie e degli strumenti, anche normativi, che consentano al sindaco eletto e alla sua Giunta di potere adottare l’indirizzo politico oggetto del programma e di potere compiere, con libertà di determinazioni, le opportune decisioni soprattutto nella scelta dei propri collaboratori dirigenziali, senza imbattersi nel muro, a volte sordo, a volte incompetente, a volte inadeguato, di una asfissiante burocrazia pubblica”.