Scala dei Turchi, ticket sì o no? Dibattito acceso su Facebook

Ticket d’ingresso alla Scala dei Turchi per contingentare l’affluenza dei turisti? Il dibattito tra contrari e favorevoli impazza su Facebook il giorno dopo la “solenne” manifestazione che ha riunito sabato scorso sulla scogliera di marna bianca tra le più famose nel mondo decine di sindaci, parlamentari e ambientalisti dell’Agrigentino contro “il tentativo – ha detto il sindaco di Realmonte Lillo Zicari – di privatizzare un Sito di importanza comunitaria per trarne facili profitti”. L’amministrazione ha già citato in giudizio davanti al tribunale di Agrigento il proprietario delle particelle catastali su cui ricade l’area della scogliera bianca, Ferdinando Sciabbarrà, che ha affidato l’area all’associazione Mareamico Agrigento che ha annunciato un piano di gestione che prevede un ticket d’ingresso di 3 euro.

“Non si può rivendicare l’usucapione di questo sito su una falesia, già sito di interesse comunitario. Il sedicente proprietario ha intuito una speculazione su un sito pubblico già presente negli elenchi dei beni di interessi comunitario. Noi stimiamo infatti circa un milione di visitatori l’anno, che pagando il biglietto di tre euro, significherebbe tre milioni di euro nelle casse di un privato”. Lo ha detto l’assessore comunale all’Ambiente di Realmonte, Sabrina Lattuca. “Al fianco dell’amministrazione comunale e della comunità di Realmonte per la battaglia a difesa della Scala dei Turchi come bene di tutti”, ha commentato Salvatore Gazziano, responsabile enti locali del Pd Sicilia. Il responsabile di Mareamico Agrigento, Claudio Lombardo, così commenta la manifestazione alla Scala dei Turchi. “Scommettiamo che la maggior parte di chi stava sulla marna non sapeva di stare su una proprietà privata? Abbiamo sentito deputati e sindaci dire che si tratta di un bene patrimonio dell’umanità, ma ad oggi ancora non lo è, e che è un bene pubblico sol perché è fruito da tutti, quante fesserie”.

Il dibattito è acceso su Facebook. Scrive l’ex deputato Giuseppe Scozzari: “Se si vuol realmente tutelare un bene pubblico di interesse mondiale, si fa pagare il ticket per due ragioni: grazie al ticket di ingresso, si autofinanzia il mantenimento del buon stato d’uso del bene; chi paga rispetta, per fatto culturale e sa anche che se rompe paga”. “Ma qui si tratta di un privato che vuole e rivendica a se la gestione di un patrimonio di tutti”, posta Antonino Milioto. Secondo Francesco Faraci: “un bene pubblico va tutelato, condivido la necessità di far pagare un ticket per preservane la fruizione nel tempo, la politica ha regole che spesso divergono dal buon senso”. “Concordo pienamente – commenta Arianna Vassallo  – sulla tutela della Scala dei Turchi attraverso il pagamento di un ticket come fa tutto il mondo per i suoi beni monumentali e paesaggistici. Ma nessuno può privatizzare la nostra Scala, è dell’umanità, non di un certo tal dei tali”. Secondo Giovanni Parisi “i servizi si devono pagare altrimenti non si possono dare gli stessi servizi. gratis et amore dei è solo una barzelletta. La Scala dei Turchi è un bene da visitare bisogna metterlo in sicurezza e in custodia per evitare incidenti e vandalismi vari; non è una spiaggia ma un bene paesaggistico che va tutelato proprio con un biglietto”.  Così la pensa Vincenzo Schifano: “Anch’io sono d’accordo al pagamento di un ticket d’ingresso per l’accesso alla Scala dei Turchi, purché la gestione non sia data a privati o a pseudo associazioni ambientaliste che vorrebbero lucrare su di un bene che è patrimonio di tutti. Ritengo debba essere il Comune di Realmonte a gestirne la fruizione e, di conseguenza, averne cura a 360 gradi”.