Mafia, Lombardo condannato per voto di scambio aggravato

La Corte d’appello di Catania ha condannato l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo a due anni di reclusione, pena sospesa, per voto di scambio aggravato da metodo mafioso: non con i caratteri dell’intimidazione, della violenza o dell’omertà, ma comunque per favorire o facilitare Cosa nostra. Proprio il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso – come riporta l’Ansa – ha mantenuto in vigore il reato che, commesso nel 2008, altrimenti sarebbe stato prescritto.

Il dispositivo della sentenza. “Assolto dal reato di concorso esterno all’associazione mafiosa perche’ il fatto non sussiste” e “colpevole per voto di scambio esclusa l’aggravante dell’articolo 7 limitatamente all’essersi avvalso della forza di intimidazione dell’associazione denominata Cosa nostra e delle condizioni di assoggettamento e omerta’ che ne derivano, lo condanna a due anni di reclusione e 1.400 euro di multa”. E’ quanto si legge nel dispositivo di sentenza, emesso dalla Corte d’appello di Catania, nel processo all’ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. La Corte “ordina la sospensione condizionale dell’esecuzione della pena” e “revoca le condanna accessorie della interdizione perpetua dai pubblici uffici” e la “misura della liberta’ vigilata”. Dichiara “la sospensione dai pubblici uffici per la durata di due anni” , mentre lo dichiara “sospeso dal voto e dall’eleggibilita’ per sette anni”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate “entro 90 giorni”.

Le prime dichiarazioni di Lombardo. “Per me e’ finto un incubo. Non ho mai avuto niente a che fare con la mafia e la sentenza di assoluzione dal concorso esterno, perche’ il fatto non sussiste, lo conferma. Leggeremo le motivazioni della sentenza e sono sicuro che riusciro’ a dimostrare la mia innocenza anche per il reato elettorale”. Lo afferma all’ANSA l’ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, commentando la sentenza della Corte d’appello di Catania. “Ho dichiarato piu’ volte durante il dibattimento e lo ribadisco con una punta di immodestia – aggiunge – nessun governo della Regione ha nuociuto agli interessi della mafia come quello che ho avuto l’onore di presiedere. Sono contento piu’ che me, per i miei familiari e per le persone a me vicine, a cominciare dai miei difensori che si sono battuti per me”.

Reazioni e commenti. “E’ una buona sentenza, adesso aspettiamo le motivazioni per una valutazione piu’ approfondita”. Lo ha detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, commentando la condanna a due anni di reclusione per voto di scambio con l’aggravante mafiosa (esclusa la violenza) di avere favorito Cosa Nostra. “E’ un fatto di notevole gravita’ che un candidato a presidente della Regione Siciliana – ha aggiunto Zuccaro – abbia avuto i voti da Cosa nostra e che questo abbia giovato a Cosa nostra”.
“Non ho mai avuto dubbi sull’incosistenza delle gravi e infamanti accuse rivolte a Lombardo e sono felicissimo per lui e per la sua famiglia che hanno vissuto anni di ingiusto e ingiustificato travaglio. La sentenza di oggi dimostra come gli effetti degli errori giudiziari possano nuocere al regolare svolgimento del processo democratico”. Così, in una nota, il senatore Lucio Barani, presidente del gruppo Ala-Scelta Civica al Senato.”Dopo quanto accaduto in primo grado – aggiunge – un bravo politico e amministratore ha lasciato la carica alla quale era stato designato dai cittadini siciliani. A nome dell’intero gruppo Ala-Scelta Civica mi auguro che Lombardo torni presto a mettere le proprie competenze al servizio dei tanti elettori che avevano riposto in lui la loro fiducia”.
Il Movimento Nazionale Siciliano esprime soddisfazione per la sentenza di assoluzione di Lombardo dall’accusa di concorso esterno alla criminalita’ mafiosa. “L’unico Presidente che aveva rivendicato con forza l’autonomia della Regione Siciliana e aveva preteso l’attuazione dei diritti costituzionali dell’Isola – si legge nella nota – il Presidente che aveva impedito il gigantesco affare dei megainceneritori e che aveva avviato percorsi virtuosi, prima di tutto al bilancio e alla sanita’, si era dimesso con grande dignita’ per potersi difendere nel processo. I sicilianisti, gli autonomisti e gli indipendentisti siciliani, pur rispettando la sua scelta di non avere piu’ impegni diretti, esprimono l’augurio che nei prossimi anni Raffaele LOMBARDO possa dare il suo contributo importante alla causa dell’autodeterminazione della Sicilia. Resta l’amarezza di un’imputazione che, senza fondamento, ha interrotto un percorso, fatto dimettere un presidente eletto con due milioni di voti dei siciliani e trasformato per via giudiziaria la storia della Sicilia e anche dell’Italia”.