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Ha fatto tappa tra i Monti Sicani, nel weekend, il tour di volontariato sanitario per la prevenzione gratuita della malattie cardiovascolari promosse nell’Agrigentino dall’associazione onlus “A Cuore Aperto” fondata nel 2001 dal professor Giovanni Ruvolo e dalla moglie Margherita La Rocca. A Cianciana sono state effettuate una settantina di visite cardiologiche e cardiochirurgiche con ecocardiogramma color doppler ma anche screening diabetologico e test delle intolleranze alimentari a cura del professor Orazio De Guilmi, presidente dell’associazione Diabetici e Celiaci “Danilo Dolci”. L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con il Comune e la sezione locale dell’Avis presieduta da Gerlando D’angelo.

Sono almeno una decina le persone salvate dall’inizio del 2017. “Anche nel corso delle recenti visite – ha spiegato Giovanni Ruvolo, direttore dell’unità operativa di Cardiochirurgia del Policlinico dell’Università di Roma Tor Vergata – sono state evidenziate in diversi casi delle patologie gravi che, se non curate, avrebbero potuto provocare in alcuni casi la rottura o la dissezione dell’aorta con gravi conseguenze per i pazienti che per fortuna sono arrivati in tempo per potersi curare”.

Nell’ambito del progetto “Scopriamo l’aneurisma dell’aorta ascendente”, sono oltre 250 le visite eseguite tra gennaio, febbraio e marzo a Sciacca, Ribera, Naro, Montevago e Cianciana dai medici volontari di “A Cuore Aperto”, insieme al professor Ruvolo, Fabio Triolo (cardiologo) e Linda Pisano (cardiochirurgo). Gli infermieri volontari che hanno collaborato con i medici sono Gaetano Ciraolo e Caterina Provenzano. Le prossime tappe del tour della prevenzione ad Agrigento (il 6 maggio) e a Santo Stefano di Quisquina (il 10 giugno).

“L’associazione da diversi anni svolge quest’attività di volontariato perché in effetti, nell’Agrigentino, c’è un bisogno di sanità incredibile”, ha detto il professor Ruvolo. “Il grave problema – ha aggiunto – è che moltissime persone, a causa della crisi e della mancanza di lavoro, sempre più spesso non riescono ad avere accesso nemmeno ai servizi della sanità pubblica perché non riescono a pagare i ticket, ci sono tanti anziani ammalati che non possono spostarsi. La sanità del territorio ancora non è ottimizzata come dovrebbe, occorre guardare con più attenzione alle fasce più deboli della società perché il diritto alla salute è un diritto di tutti”.