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Anche una cantina dell’Agrigentino – la Feudo Montoni di Cammarata –  tra le “dieci gemme tutte da scoprire” proposte da Decanter, una delle riviste del settore enologico più autorevoli nel mondo, che ha dedicato la copertina del nuovo numero in uscita a maggio alle “Dieci gemme nascoste” nel sud Italia. “Una fantastica notizia, siamo nella prestigiosa rivista inglese come una delle ’10 gemme nascoste’ del sud Italia (Vrucara 95/100). Grazie alla terra di Montoni e grazie a tutto il team di Montoni”, ha commentato il viticoltore Fabio Sireci a margine del Vinitaly 2017.

decaterLa storia della tenuta raccontata sul sito www.feudomontoni.it. Nel 1469 d.C., nel cuore della Sicilia, all’interno del Principato di Villanova, viene edificato dalla nobile famiglia aragonese Abatellis il baglio (tipica costruzione siciliana a corte quadrangolare). Dopo seicento anni, nelle stesse cantine, dalle stesse terre vengono prodotti i nostri vini. Già nel 1595 Andrea Bacci, l’agronomo e medico di Papa Sisto V, nelle pagine del De Naturali Vinorum Historia, il primo trattato enologico italiano, elogiava la tradizione viticola e le qualità del vino prodotto in queste terre. Alla fine del 1800 la storia di Feudo Montoni si lega con quella della famiglia Sireci ,il nonno di Fabio, Rosario acquistò il Feudo riconoscendo in esso particolari caratteristiche legate al terroir ed alla sua biodiversità. Trovò antiche piante di Perricone, Nero d’Avola,  Catarratto …  ;  si innamorò sopratutto dei  vini di quelle uve  che presentavano tratti eleganti ed inconsueti, e per questo acquisto il feudo , in esso era custodito il segreto. Elio, il padre di Fabio, nella seconda metà degli anni sessanta selezionò  le migliori piante presenti nella tenuta (Selezione Massale) con esse impiantò i nuovi vigneti ed ammodernò la cantina. Elio trasmette al figlio Fabio la passione ed il rispetto per la Natura . Elio insegna a Fabio  l’etica del lavoro , del sacrificio per l’ottenimento di un obiettivo . Lavoro  che se fatto con dedizione ed amore  diventa un “meraviglioso viaggio” da vivere. Fabio , da ormai trent’anni,  prosegue il lavoro del nonno e del padre, custode delle antiche piante e delle loro uve. Fabio, comprende quanto sia importante nel suo lavoro, conoscere bene il passato per guardare al futuro. L’invenzione della tradizione diventa la chiave di lettura di ogni sua decisione. Fabio prende parte personalmente a tutte le  diverse fasi del processo di produzione dal vigneto alla cantina . I vini di Fabio, “…sono del tutto particolari:hanno la grazia dei grandi rossi superiori non tanto per ricchezza strutturale, generalmente cosa ordinaria, bensì per ricchezza di eleganza, stile e classe..”.

La Cantina Feudo Montoni.  “In cantina raccogliamo “i frutti” di ciò che realizziamo in vigna. La cantina può essere: 1 “partenza di un percorso”, 2 “conclusione di un percorso”. Nel primo caso l’uva è la materia prima da cui inizia un processo di lavorazione tendente a ottenere vini che possano essere sempre graditi da chi li beve . Nel secondo caso l’uva è il prodotto finito di un lungo lavoro che da mesi il viticoltore  porta avanti per ottenere  frutti della natura che solcando la porta della cantina diventano “ingredienti eccellenti” col quale basta seguire semplici e antiche regole  per ottenere “gioielli” figli dell’annata e del terroir. Questa seconda strada è quella che Feudo Montoni segue da sempre e che si traduce in precise scelte. Si definiscono le date di raccolta in base a degustazione delle uve. Le uve vengono raccolte a mano e vinificate entro 1 ora dal taglio. Si producono vini monovarietali, fermentazioni malolattiche spontanee; vinificazioni condotte a temperature controllate; sui vini rossi si effettuano follature manuali. Moderato uso delle botti : il legno non deve mai sovrastare la personalità del vino. Si aspetta la naturale evoluzione dei vini: stabilizzazioni tartariche naturali (inverno) e decantazioni naturali per gravità. I vini, dalla vendemmia 2013, sono biologici certificati”.

 

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