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Scavi archeologici: ecco il teatro di Agrigento

Prenderà il via il mese prossimo la nuova campagna di scavi archeologici finalizzata a ritrovare l’antico teatro di Agrigento. Gli scavi programmati dal Parco archeologico della Valle dei Templi riprenderanno anche nell’area del tempio romano per cui è previsto un progetto di anastilosi per ricostruire parzialmente il triportico. La nuova campagna di ricerche archeologiche dovrebbe durare dagli otto ai dodici mesi. Così, nel giro di un anno, l’antico teatro di Akragas e il tempio romano entreranno a far parte del percorso di fruizione turistica del Parco archeologico della Valle dei Templi. “Sarà una primavera ricca di scavi archeologici – ha detto il direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi Giuseppe Parello – che contribuiranno a far conoscere la bellezza e l’importanza della Valle dei Templi nel mondo, sono diversi gli aspetti ancora da scoprire”.

Per quanto riguarda gli scavi con cui si tenterà di far riaffiorare la parte centrale del teatro antico “non sapremo ancora come procederemo, bisognerà capire fin dove arriva lo strato di humus. Ma del resto la caratteristica degli scavi archeologici è proprio questa, non sai mai che sorprese possa riservare”, ha spiegato l’archeologa del Parco Concetta Parello ad AgrigentoSette.it. L’obiettivo degli archeologi è quello di riuscire a portare alla luce la parte centrale del teatro, cioè la gradinata che ospitava il pubblico. Gli scavi saranno condotti manualmente sino a una profondità di cinque metri, quelli eseguiti nei mesi scorsi hanno fatto riaffiorare soltanto delle strutture risalenti al III secolo a. C. che avrebbero confermato l’esistenza del teatro ancora tutto da scoprire ma non ci sarebbero dubbi. “Circa la cronologia dell’edificio possiamo dire – ha spiegato l’archeologo Luigi Caliò – che è della seconda metà del terzo secolo circa. Siamo in un momento difficile e complesso per la Sicilia, con l’arrivo dei romani. Siamo in piena età Ellenistica. L’impianto della piazza, così per come l’abbiamo isolata – ha aggiunto il docente dell’università di Catania – se poi verrà confermato dalle ricerche, è sui 50 mila metri quadri. Morgantina è sui 30 mila metri quadri. L’agorà di Atene è su circa 52 mila metri quadri. Quindi siamo a livello delle grandi città ellenistiche”.

I lavori sono coordinati dal Parco archeologico della Valle dei Templi e la direzione scientifica è condivisa con il Politecnico di Bari. Gi scavi verranno di nuovo condotti con la formula del “cantiere aperto” nella prima fase, cioè aperti a visitatori e turisti con una specifica valenza didattica ed educativa, quella di avvicinare i visitatori e soprattutto le giovani generazioni all’attività archeologica attraverso l’esperienza diretta sul campo. In questo senso, saranno coinvolti gli studenti di diversi istituti agrigentini anche con i progetti di alternanza scuola-lavoro. “E’ questa – ha già spiegato il direttore Parello – la grande scommessa del Parco archeologico, rendere la ricerca e il patrimonio culturale che gestisce alla portata di tutti fornendo una intermediazione culturale e linguistica perché questo patrimonio possa essere compreso da tutti e da tutti amato e difeso”.