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Un disegno di legge sulla “dieta mediterranea” che dal 2003 è patrimonio culturale immateriale Unesco; attestazione, questa, che rappresenta una grande opportunità di valorizzazione del Made in Italy e delle tipicità gastronomiche di qualità dell’Isola, considerato che soltanto i prodotti Dop e Igp, rappresentano il 10 per cento del totale nazionale. Infatti, la Sicilia si colloca al terzo posto per numero di prodotti certificati (in tutto 27). La Sicilia ha un patrimonio unico di biodiversità e tradizioni, che se sposate con innovazione, orgoglio ed interesse scientifico possono essere il fortino alimentare d’Europa. L’iniziativa legislativa è stata illustrata, questa mattina, dal vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino, nell’ambito della presentazione della terza edizione della Fiera della Biodiversità Alimentare Mediterranea, che ha visto la partecipazione, a Palazzo dei Normanni, al convegno “Normative, disposizioni, bandi, opportunità e strategie di sviluppo per la Biodiversità mediterranea”del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, del sindaco della Città Metropolitana Leoluca Orlando, del professore Paolo Inglese, delegato del rettore dell’Università di Palermo, dell’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici, del senatore Mario Ferrara della Commissione Igiene e Sanità del Senato e di Bartolo Fazio, presidente del Comitato organizzatore della Fiera della Biodiversità.
“Il disegno di legge sulla “dieta mediterranea” – ha spiegato Venturino – nasce dalla necessità che il riconoscimento Unesco oltre a preservare la cultura, la storia e lo stile di vita mediterraneo, sia il presupposto importante per avviare nella nostra Regione iniziative di tutela degli alimenti tradizionali mediterranei e di sostegno della ricerca, dell’informazione e della promozione dello stile alimentare basato sul consumo e la produzione di cibi locali a beneficio della sicurezza alimentare e della sostenibilità. Valorizzare questo patrimonio, attraverso una visione strategica, può avere ricadute positive non solo sulle produzioni agroalimentari siciliane, ma anche sulle attività turistiche, sull’enogastronomia e in generale sullo sviluppo”, aggiunge Venturino. “E’ un punto di partenza per fare in modo che si accendano i riflettori su un tema che può offrire tante opportunità alla Sicilia. Le istituzioni devono farsi carico ed essere capaci di dare regole, il ddl vuole soltanto cominciare a creare in Sicilia gli strumenti normativi, che possono essere sempre migliorati”.