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Passo lento dei lavori sulla Legge di stabilita’ all’Ars. L’Assemblea non era in numero legale al momento del voto all’ultimo comma dell’articolo 1 e il presidente di turno Giuseppe Lupo e’ stato costretto a sospendere e a rinviare la seduta di un’ora. Fermi dunque i lavori al primo articolo della finanziaria su sui incombono 15 emendamenti soppressivi, di cui uno, a firma di Giovanni Greco (Mpa) dell’intera norma che contiene anche la destinazione del fondo per i disabili: 34 milioni da vincolare sui trasferimenti ai comuni. Si e’ conclusa con un sostanziale nulla di fatto stasera la seduta d’Aula, con il governo andato sotto in almeno due occasioni sulla verifica del numero legale. In queste condizioni, l’Assemblea, ha discusso sull’articolo 1 della manovra, senza pero’ arrivare al voto. Approvato l’emendamento del governo che destina 34 milioni di euro ai disabili gravi, in aggiunta al fondo complessivo per le disabilita’. Bocciata invece la norma che rifinanziava la legge speciale in favore della ricostruzione dei centris torici di Ortigia e di Agrigento con 750 mila euro per ciascun comune. “Stiamo assistendo alle comiche finali di questo governo Crocetta che non riesce nemmeno a portare in Aula i deputati della sua frastagliata maggioranza per assicurare il numero legale. E cosi’ siamo all’ennesimo rinvio della seduta che non lascia ben sperare che questa manovra possa vedere la luce entro la settimana”, afferma il deputato di Forza Italia Vincenzo Figuccia, per il quale “c’e’ qualcuno nella maggioranza che vuole alzare il prezzo con il ricatto per fare bottino pieno nel collegato alla finanziaria con prebende ai soliti noti. In tutto cio’ a patire sono sempre i piu’ deboli. Dai disabili trattati come carne da macello ai lavoratori della formazione messi alla porta da un governo nefasto”. “La legge di stabilita’ in discussione all’Ars e’ un insieme di articoli senza un disegno programmatico alla base, non e’ anticiclica ed e’ poco funzionale alla sviluppo della Sicilia. Peggio il collegato dove c’e’ di tutto e di piu’ e dove prevalgono le norme ad personam”, e’ il drastico giudizio del segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, che sottolinea che “il ddl in questione non interviene sui veri problemi della Sicilia, la poverta’, la disoccupazione, il riassetto della Pubblica Amministrazione, i rifiuti, l’edilizia, non prevede investimenti su settori come il turismo e sui settori produttivi in genere e affronta le problematiche del mercato del lavoro in un’ottica riduttiva, per fasce di lavoratori in emergenza occupazionale senza avere come quadro di riferimento le risorse disponibili e gli obiettivi da raggiungere”. Per quanto riguarda le entrate Pagliaro parla poi di “finzione, con entrate discutibili e non ancora certe, vedasi la vicenda del Fondo pensione e i 162 milioni sospesi in previsione dell’accordo con il Governo nazionale sull’Iva”. Inoltre “cedere 177 milioni di immobili al Fondo pensioni e, per 22,7 milioni, la propria quota di partecipazione al Fondo medesimo interrompendo per ben 3 anni il versamento quindicennale di 59 milioni annui al Fondo, non e’ certamente un’operazione di trasparenza e veridicita’ in quanto queste somme la Regione li dovra’ trovare nei bilanci dei prossimi anni per salvaguardare l’equilibrio finanziario del Fondo”. Aula rinviata a domani alle 11. (AGI)

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