Porto Empedocle, dopo lo sciopero pagato lo stipendio ai dipendenti comunali

“Dopo le critiche strumentali di iene e sciacalli ora mi aspetto complimenti e congratulazioni”. Lo ha scritto su Facebook il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, comunicando che “il 21 aprile, a soli due giorni di distanza dal rumoroso sciopero, ai dipendenti comunali di Porto Empedocle è stato pagato lo stipendio ed il secondo sarà pagato tra pochi giorni recuperando tutto l’arretrato”. “Tanto preciso – ha spiegato il sindaco sul social network – in virtù del clamore mediatico suscitato dallo sciopero e dei due sit-in di protesta organizzati nelle giornate precedenti”.

All’indomani dello sciopero dei dipendenti comunali per il mancato pagamento di due stipendi, scontro tra il sindaco e l’ex presidente del consiglio comunale Luigi Troja che ha parlato di “amministrazione incapace ad affrontare le emergenze, senza autorevolezza e senza specifiche competenze”. Ma il sindaco non ci sta: “Nonostante molti lavoratori siano stati indotti a scioperare perché fu detto loro che la protesta non era contro il sindaco e l’amministrazione – ma contro un sistema normativo e burocratico, dipendente dai governi nazionale e regionale, che invece di predisporre strumenti di sostegno finanziario e giuridico penalizza i comuni in dissesto – qualcuno ha ben pensato di cavalcare la tigre per strumentalizzarli al di la delle loro effettive intenzioni dandone una falsa interpretazione, solo ed esclusivamente per colpire me. Dopo tutte le critiche – ha detto il primo cittadino – attendo i complimenti. I comuni in dissesto – ha aggiunto – sono destinati ad aumentare perché Stato e regione continuano a diminuire i trasferimenti agli enti locali mentre su essi incombono sempre maggiori compiti e rimangono costosi servizi per la collettività. Né è ipotizzabile in un contesto sociale che vive una profonda crisi economica tanto da costringere ad emigrare molti padri di famiglia e tanti giovani che si possa arrivare alla copertura totale delle spese del comune ipotizzando che pagino le tasse tutti i cittadini e ciò sia sufficiente senza un significativo intervento di Stato e Regione. E gli enti in dissesto hanno le mani legate per via di impedimenti legislativi. Ed ora quelli che hanno determinato questa condizione consentendo lo sperpero delle risorse di Porto Empedocle, compresi i 14 milioni di euro delle misure compensative del rigassificatore, ora cercano di scaricare sull’ultima arrivata la responsabilità del disastro da loro combinato. Troppo comodo. A governare la città ed a portarla a questo punto c’erano persone e forze politiche che ora fanno le verginelle e pare che fossero altrove. E con protervia – ha concluso Ida Carmina respingendo le critiche mosse nei suoi confronti – cercano di screditare chi ha preso una nave abbandonata in gran tempesta da quelle stesse persone e forze politiche e per amore della sua città e della sua gente sta cercando tra mille difficoltà e faticosamente di riportare Porto Empedocle in acque serene”.