Cattolica Eraclea, il discorso di fine mandato della consigliera Orietta Amato

“Manca meno di un mese al termine del mio mandato come consigliere comunale del Comune di Cattolica Eraclea e desidero salutare e ringraziare questa assemblea e tutte le persone con le quali ho avuto il privilegio di collaborare in questi anni”. Lo ha detto la capogruppo della minoranza consiliare, Orietta Amato, nel suo discorso di fine mandato in consiglio comunale.
“Quando si affrontano nuove esperienze c’è sempre un fondo di timore e a maggior ragione quando l’esperienza coinvolge l’intera comunità. Il vostro contributo e la vostra volontà di partecipare alla costruzione del bene comune sono stati uno stimolo continuo e un richiamo costante all’importanza delle mie responsabilità e hanno reso questa esperienza intensa e significativa.
Ringrazio tutti i dipendenti comunali, dei quali in questi anni ho potuto apprezzare, quotidianamente la preparazione e l’impegno. Certa che a giudicare il nostro mandato siano soltanto i nostri concittadini mi permetto di fare qualche riflessione. Come consiglieri di opposizione, abbiamo esercitato un ruolo di controllo, e, nell’ambito di un confronto democratico talvolta anche molto aspro, non abbiamo fatto mancare il nostro contributo. Personalmente ho imparato tanto! Dico: ‘ho imparato’ perché avendo svolto il ruolo di consigliere per la prima volta nella mia vita, non sapevo esattamente con cosa mi sarei dovuta confrontare e cosa mi sarei dovuta aspettare da questa esperienza.
Si poteva fare di più? Certamente, si può sempre migliorare! Ma ho la certezza che in ogni mia azione ho messo il massimo impegno, svolgendo il mio compito con serietà e dedizione , confrontandomi , costantemente , con i cittadini e con coloro che mi hanno preceduto in questo ruolo. Ho tenuto sempre presente il valore della vera politica, che è fatta di alti ideali e di azione responsabile di governo, la quale poco a che fare con giochi di potere, interessi personali e meschinità travestite da nobili parole.
In questo breve intervento conclusivo – ha aggiunto Orietta Amato – vorrei ricordare alcuni risultati raggiunti da noi come minoranza e alcune delle campagne da me personalmente promosse al fine di garantire il bene della nostra comunità, come: la battaglia condotta per la riduzione delle tariffe sulle concessioni cimiteriali, oppure l’impegno profuso per garantire una corretta pulizia della zona balneare di Eraclea Minoa spesso in preda alla noncuranza e abbandonata a se stessa; l’interesse verso la situazione dei migranti ospitati nel nostro comune per i quali mi sono spesa personalmente nel garantire che venissero attivati dei corsi di lingua italiana per permettere a queste persone di potersi integrare al meglio con la nostra comunità.
E ancora: l’impegno nello spingere l’amministrazione comunale a trovare una soluzione all’enorme problema dell’erosione del litorale di Eraclea Minoa. Questi sono solo alcuni esempi, che mi tornano in mente, se penso alla mia esperienza da consigliere comunale, ma sono convinta che altre mille parole non siano sufficienti per riassumere il mio personale, incessante, impegno per la nostra comunità … stando sempre in mezzo alla gente ad ascoltare problematiche di tutti i generi: dall’abbandono del campo sportivo alla situazione dei “precari” passando per i bisogni degli ultimi e degli emarginati. I lavori da effettuare alla scuola di Canale Botteghelli, la raccolta libri e l’acquisto di quattro postazioni Pc a favore della nostra biblioteca comunale (con la rinuncia al nostro gettone di presenza).
Prendiamo poi atto, con estremo rammarico, che dopo 160 anni Cattolica Eraclea perde il Giudice di Pace. Questa perdita provoca disagio in primo luogo ai cittadini, che perdono un importante presidio di legalità, ma anche alla classe forense locale e all’economia. Un’altra perdita, secondo me grave, è la chiusura della Scuola Primavera: un disagio per i bambini, per i genitori e per gli insegnanti. Un grazie sincero per la collaborazione ricevuta va a tutti coloro che mi sono stati accanto con disponibilità e mi hanno appoggiato in tutti questi anni. La mia profonda riconoscenza va a mio marito e ai miei figli, che pazientemente mi hanno sopportato e supportato, senza di loro nulla avrebbe avuto lo stesso sapore”.