Mafia: Messina Denaro è qui e vuole uccidere, intercettazioni operazione Visir

“C’e’ il latitante che ha i c… unciati (e’ infuriato), che sarebbe Messina Denaro, che si trova nelle zone nostre e ha i c… unciati… Mettiamo… E vorrebbe ammazzare a qualcuno. Uno, due, tre… quanto?”. Le cimici dei carabinieri piazzate nei casolari del Trapanese, captano il dialogo tra mafiosi che svelano la presenza del superlatitante in provincia. Le indagini, culminate oggi nel fermo di 14 fedelissimi di Matteo Messina Denaro, hanno fatto emergere la presenza del capomafia nelle campagne di Marsala nel 2015 e la sua operativita’ e possibile periodica presenza nella Sicilia occidentale. “Ma qua – aggiunge l’interlocutore nell’intercettazione catturata dalle telecamere degli investigatori – gli ho detto, ci sarebbe da salire la’ sopra, a littera, lui li dovrebbe ammazzare quelli di la’… e poi scenderebbero piano piano…”. L’operazione “Visir” ha disvelato lo stato di tensione nella cosca, tra le piu’ importanti della provincia, e l’intenzione di Messina Denaro di sedare anche con la violenza, “muovendo” il suo “esercito” contro i ribelli. Accertata l’ampia disponibilita’ di armi e un video riprende alcuni mentre si esercitano a sparare.

Le disposizioni del latitante – come racconta l’Agi – sono state veicolate da Nicolo’ Sfraga al capo decina nel corso di una movimentata riunione nel gennaio 2015 quando, nel riferire le volonta’ di Messina Denaro ha fornito importanti e inediti elementi sia in ordine alla sua asserita presenza nel territorio della Sicilia occidentale, sia in merito alle dinamiche di funzionamento di Cosa nostra marsalese. Parole che si inseriscono nella frizione tra due sottogruppi di affiliati riferibili, il primo, a Sfraga, uomo di stretta fiducia del capo cosca marsalese, Vito Vincenzo Rallo; il secondo a Vincenzo D’Aguanno che, malgrado riconoscesse l’autorita’ di Rallo, manifestava insofferenza in ordine alle ingerenze di Sfraga nella spartizione delle risorse economiche. Tensioni che hanno generato criticita’ negli assetti della cosca, con continui summit tra gli indagati, monitorati dagli investigatori, che hanno consentito di delineare progressivamente l’intera struttura dell’associazione criminale, facendo emergere ruolo e presenza di Messina Denaro, cui e’ stato ricondotto, nel 2015, un intervento pacificatorio consistito nel richiamo al rispetto delle gerarchie interne alla cosca di Marsala, rafforzato dalla minaccia di eliminare i responsabili delle forti tensioni.

L’operazione Visir sfociata nel blitz di oggi ha interessato i comuni di Marsala e Mazara del Vallo, dove decine di militari dell’Arma hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, diretta da Francesco Lo Voi, nei confronti dei 14 indagati. L’intervento, spiegano gli investigatori “costituisce un’ulteriore fase dell’articolata manovra investigativa sviluppata dal Ros, con il coordinamento della Procura di Palermo, per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro, che ha gia’ consentito dal 2009 l’esecuzione di 61 provvedimenti cautelari a carico della sua rete di fiancheggiatori”. Al centro del provvedimento il mandamento di Mazara del Vallo e la sua articolazione territoriale rappresentata dalla cosca mafiosa di Marsala, capeggiata Vito Vincenzo Rallo e attiva nel 2015, secondo le direttive del latitante. Il blitz ha interessato i comuni di Marsala e Mazara del Vallo, dove decine di militari dell’Arma hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, diretta da Francesco Lo Voi, nei confronti dei 14 indagati. L’intervento, spiegano gli investigatori “costituisce un’ulteriore fase dell’articolata manovra investigativa sviluppata dal Ros, con il coordinamento della Procura di Palermo, per la cattura del latitante Matteo Messina Denaro, che ha gia’ consentito dal 2009 l’esecuzione di 61 provvedimenti cautelari a carico della sua rete di fiancheggiatori”. Al centro del provvedimento il mandamento di Mazara del Vallo e la sua articolazione territoriale rappresentata dalla cosca mafiosa di Marsala, capeggiata Vito Vincenzo Rallo e attiva nel 2015, secondo le direttive del latitante.