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“La capre girgentane producono poco e si sono ridotte di taglia per via dell’insanguamento della specie, siccome sono poche e si accoppiano tra di loro, stanno portando avanti tutti i caratteri negativi e producono di meno. Per questo stiamo cercando di fare, in collaborazione con il dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, una mappatura del genoma, per far in modo che gli accoppiamenti possano avvenire tra maschi e femmine che sono geneticamente distanti tra di loro, per rendere migliore il loro carattere e quindi rilanciare la produzione”. Lo ha spiegato Ignazio Vassallo, referente del presidio Slow Food della Capra girgentana. “Così facendo – ha spiegato – gli allevatori possono allevarle in maniera più felice perché le capre saranno più produttive, visto che la consanguineità ha ridotto sia la taglia che la produttività. Con questo progetto cercheremo di ridurre questo aspetto negativo che condiziona moltissimo l’allevamento di quest’animale che non è mai stato migliorato dagli anni ’50, prima lo facevano gli allevatori con una selezione massale, ma scientificamente non è mai stato fatto”.