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C’è chi non è ancora del tutto convinto dell’efficacia delle misure introdotte con la prima parte di riforma pensioni in via di attuazione da parte dell’esecutivo guidato dal premier Paolo Gentiloni, a partire dall’Anticipo pensionistico (presentato in doppia versione sociale e volontaria) rivolto ai “soggetti deboli” e agli over 63. A guadagnarci saranno sicuramente il sistema bancario e il sistema assicurativo, questo è inevitabile visto che saranno loro ad erogare e a garantire l’anticipo finanziario di accompagnamento alla pensione vera e propria. “L’unico posto dove volerà l’Anticipo pensionistico – ha dichiarato Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal – è su banche e assicurazioni”.

Pensioni, la Cisal dice no all’Ape e chiede modifiche alla Fornero

Che banche e assicurazioni, con i quali per l’Ape volontario devono essere stipulati ancora gli accordi con l’Inps, ci guadagnino è quindi inevitabile, visto, appunto, che le prime devono erogare l’anticipo finanziario sulla pensione e le seconde devono sostanzialmente garantire il prestito pensionistico. “Sono convinto – ha detto Cavallaro intervenendo sulla nuova formula di pensione anticipata a margine del Forum Agenti alla Fiera di Roma – che se dobbiamo dare un aiuto a banche e assicurazioni in altro modo va bene, ma sulle spalle dei futuri pensionati – ha sottolineato il sindacalista – è impossibile”. Oltre a mettere a rischio il futuro dei pensionati la riforma pensioni targata Renzi e in via d’attuazione da parte del Governo Gentiloni non è risolutivo, secondo il dirigente sindacale, della crisi in Italia. “Fra l’altro – ha affermato ancora Cavallaro – sono convinto che non risolverà il problema della crisi italiana”.

Anticipo pensionistico volontario conviene ad assicurazioni e banche

Una bocciatura senza se e senza ma, dunque, dell’Anticipo pensionistico che dovrebbe in qualche modo, seppur a caro prezzo per i lavoratori, introdurre nuovi elementi di flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione anticipata. Uno strumento che, secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, potrebbe anche creare spazio per i giovani nel mondo del lavoro. Ancora questo però è tutto da verificare, probabile anche che la misura si riveli poco appetibile per i pensionandi e quindi sia destinata al fallimento, come si sostiene da più parti. “La nostra – ha detto Cavallaro – è una posizione critica, è uno strumento – ha proseguito – che non risolve i problemi dei lavoratori, anzi – ha evidenziato – li aggrava, mentre aiuta – ha rimarcato di nuovo – le assicurazioni e le banche”. Non solo la modifica della legge Fornero, il sindacato chiede di ricominciare a rivedere il sistema pensionistico a partire dalla riforma pensioni targata Dini. “Noi chiediamo – ha detto il segretario generale della Cisal – una revisione totale delle norme sulle pensioni, partendo però – ha specificato – dalla riforma Dini, perché è da lì – ha sottolineato Francesco Cavallaro – che si deve incominciare a incidere per fare una riforma vera”. Queste le ultime critiche che arrivano alla prima parte di riforma pensioni targata Renzi-Poletti mentre rimane aperto il tavolo sulla seconda parte di interventi sul fronte previdenziale tra l’esecutivo e le parti sociali che puntano a concludere il confronto con la sottoscrizione di un verbale d’intesa generale come già avvenuto con il precedente governo guidato dall’attuale segretario del Partito democratico.

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