Riforma Pensioni: ritardi sull’Ape e la Quota 41, sindacati infuriati

La Cgil guidata dal segretario generale Susanna Camusso chiede al Governo Gentiloni di fare chiarezza sulla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi della prima parte della riforma pensioni, ovvero i dpcm relativi all’Anticipo pensionistico sociale e ai benefici rivolti ai lavoratori precoci (la Quota 41 di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento ma non per tutti).

Pensioni, Cgil: pubblicare subito decreti Ape sociale e precoci

“La situazione – ha detto il segretario confederale Roberto Ghiselli è insostenibile”. Dopo i ritardi per l’emanazione dei decreti da parte della presidenza del consiglio dei ministri anche ritardi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. “A un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande per accedere all’Ape sociale e alle misure per i lavoratori precoci – ha spiegato il dirigente sindacale – non sono stati ancora pubblicati i decreti in Gazzetta Ufficiale”. Una situazione per niente positiva che mette a rischio l’accesso al trattamento previdenziale per migliaia di lavoratori, secondo quanto sostiene la Cgil. “Così – ha aggiunto infatti Ghiselli in una nota stampa – si rischia di compromettere l’accesso al diritto a decine di migliaia di lavoratori”. Se così fosse sarebbe un fatto molto grave visto che si tratta di lavoratori  “con alle spalle – ha sottolineato il segretario confederale del sindacato rosso – lunghi anni di lavoro, disoccupati, invalidi o – ha aggiunto – che assistono persone non autosufficienti”.

Pensione anticipata, Uil: decreti non ancora in Gazzetta, è grave

Sulla stessa lunghezza d’onda della Cgil si trova anche la Uil guidata da Carmelo Barbagallo. “A tre settimane dalla firma del premier Paolo Gentiloni dei decreti attuavi sull’Anticipo pensionistico sociale e la pensione anticipata con la Quota 41 – ha affermato in una nota Domenico Proietti, segretario confederale Uil – questi non sono stati ancora pubblicati sulla GU”. Oltre che il governo la Uil prende di mira la magistratura e la burocrazia. “E’ un fatto molto grave – ha evidenziato il dirigente sindacale – che necessita di una riflessione urgente sul funzionamento delle magistrature e – ha aggiunto Proietti – delle burocrazie dello Stato”. Dunque ancora ritardi su ritardi in merito all’attuazione delle nuove norme previdenziali previste nella legge di Bilancio 2017 varata prima delle dimissioni del premier Matteo Renzi dopo la sconfitta elettorale al referendum costituzionale.

Previdenza: disparità tra uomini e donne, intervento dell’Etuc

Intanto, sempre in materia di pensioni, un nuovo allarme sulla disparità di trattamento tra uomini e donne arriva dai sindacati Ue (Etuc). “La differenza pensionistica tra uomini e donne – secondo Etuc – potrebbe diventare più ampia a causa dell’aumento degli schemi pensionistici privati (o complementari) che spesso – viene sottolineato – non riconoscono alle donne maternità e congedo parentale”. Le stesse preoccupazioni sono state espresse in Italia nel corso di diverse audizioni in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, presieduta da Cesare Damiano (del Pd), nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli effetti, in termini di genere, della riforma pensioni targata Monti-Fornero e sulle disparità esistenti in materia di trattamenti pensionistici tra donne e uomini. Un tema che dovrebbe essere approfondito anche nel corso del tavolo di confronto tra governo e sindacati sulla riforma pensioni fase due, che in particolare dovrebbe guardare con favore a donne e giovani.