Salute, altre sei persone “salvate” nell’Agrigentino con la prevenzione di A Cuore Aperto

Altre sei persone con problemi cardiovascolari sono state “salvate” dai medici volontari dell’associazione onlus A Cuore Aperto. “Durante la giornata di prevenzione promossa a Santo Stefano di Quisquina in collaborazione con l’Avis, in due casi sono state evidenziate delle aritmie che vanno subito curate, una particolarmente grave per cui si è reso necessario il ricovero del paziente in ospedale. In altri quattro casi abbiamo evidenziato degli aneurismi all’aorta ascendente che, se non curati in tempo, avrebbero potuto provocare in alcuni casi la rottura o la dissezione dell’aorta con gravi conseguenze per i pazienti che per fortuna sono arrivati in tempo per poter fare le cure necessarie. Nessuno di queste persone sapeva di avere questi problemi, ciò testimonia ancora una volta l’importanza della prevenzione”. Lo ha detto il cardiochirurgo Giovanni Ruvolo, presidente dell’associazione A Cuore Aperto e direttore dell’unità operativa di cardiochirurgia dell’università Tor Vergata di Roma, che prosegue il tour della prevenzione gratuita nell’Agrigentino grazie alla collaborazione del cardiologo Fabio Triolo e del cardiochirurgo Linda Pisano. Hanno collaborato con i medici gli infermieri Gaetano Ciraolo e Rosalia Labruzzo. Dopo Sciacca, Ribera, Cianciana, Naro, Montevago e Agrigento, altre cinquanta visite sono state effettuate sabato scorso a Santo Stefano di Quisquina, per un totale di più di 350 persone visitate nell’ambito del progetto “Scopriamo l’aneurisma dell’aorta ascendente”. Prossima tappa a luglio Santa Margherita Belice.

“Il grave problema – ha ribadito il professor Ruvolo – è che molte persone, a causa della crisi e della mancanza di lavoro, sempre più spesso non riescono ad avere accesso nemmeno ai servizi della sanità pubblica perché non riescono a pagare i ticket. La sanità del territorio ancora non è ottimizzata come dovrebbe, occorre guardare con più attenzione alle fasce più deboli”.

“Ci teniamo – ha dichiarato il presidente dell’Avis di Santo Stefano Quisquina, Francesco Chillura – a sposare importanti campagne destinate alla sensibilizzazione e alla promozione della cultura della prevenzione. Il donatore Avis ha ben a cuore la consapevolezza che controlli periodici possono aiutare a individuare in tempo piccoli segnali di allarme che il nostro corpo ci manda. E molto spesso sono gli stessi donatori i primi a promuovere all’interno della propria famiglia o tra conoscenti la buona pratica dei check-up periodici. Lo fanno per loro stessi e per continuare ad aiutare efficacemente gli altri”.