Ambiente, la Northen Petroleum rinuncia alle trivellazioni nel mare agrigentino

Grande soddisfazione è stata manifestata dal WWF Sicilia Area Mediterranea, per la rinuncia da parte della potente compagnia petrolifera britannica “Northen Petroleum” alle trivellazioni in una vasta area marina, compresa tra Pantelleria e le coste sud-occidentali della Sicilia, proprio in un tratto di mare prospiciente le splendide spiagge di Menfi, Sciacca, Ribera, Cattolica, Siculiana e Realmonte, come quelle di Eraclea Minoa, Torre Salsa e Scala dei Turchi. “Alcuni di questi siti – si legge in una nota – non soltanto hanno ricevuto in più occasioni in l’attribuzione della Bandiera Blu, ma in particolare Scala dei Turchi, praticamente considerata patrimonio dell’Umanità. Ma rimaniamo preoccupati, perché nonostante questo, nonostante la scesa in campo delle associazioni ambientalistiche, della Lega Navale Italiana, dei sindaci delle città costiere e persino di personaggi che hanno fatto la storia della subacquea, come il compianto Enzo Maiorca e del mondo dello spettacolo come Ficarra e Picone, nonostante le rassicurazioni fatte nella campagna referendaria dello scorso anno dal Governo nazionale che non si sarebbe proceduto a trivellare il nostro mare, un recente decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, autorizza la perforazione di nuovi pozzi e l’installazione di nuove piattaforme, entro le 12 miglia dalla costa, alle compagnie petrolifere già date in concessione. Nello specifico, il Capo III del decreto recita che “… fermo restando il divieto di conferimento di nuovi titoli minerari nelle aree marine e costiere protette e nelle 12 miglia dal perimetro esterno di tali aree e dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale, sono consentite, nelle predette aree, le attività da svolgere nell’ambito dei titoli abilitativi già rilasciati, anche apportando modifiche al programma dei lavori originariamente approvato”.
Anche Domenico Macaluso, ricercatore UE del progetto Discovering Magna Graecia e da poco, responsabile scientifico-settore mare del WWF Sicilia Area Mediterranea, si è detto soddisfatto nel venire a conoscenza che una grande compagnia come la Northen Petroleum, osteggiata dai limiti imposti delle 12 miglia (questa compagnia non era tra quelle già in dotazione di una concessione), rinuncia come hanno rinunciato molte altre compagnie in corsa per perforare il nostro mare, anche dopo le comunicazioni delle controindicazioni a procedere alla prospezione/trivellazione, in un mare che rappresenta una nursery per diversi animali marini e soprattutto in quanto interessato sia da vulcanismo attivo, che dal subdolo e pericoloso fenomeno del vulcanesimo sedimentario, il fenomeno che nel 2010 ha causato il disastro ambientale più grande di tutti i tempi nel Golfo del Messico, per la liberazione di una sacca di metano che ha investito la piattaforma Deep Water Horizon, mentre estraeva petrolio, con lo stravaso di milioni di tonnellate di greggio.
Da allora, le linee guida internazionali, considerano il vulcanesimo sedimentario la maggiore controindicazione alle trivellazioni in mare ed il dr. D. Macaluso ha evidenziato questi rischi, sia nel corso di interviste in alcune trasmissioni televisive (TR3 Report, Presa Diretta, Rete 4 Terra), nel corso della campagna referendaria sulle trivellazioni, con un articolo pubblicato nella rivista della Società Italiana di Geologia Ambientale, nel corso di una audizione parlamentare e presentando al presidente della Commissione Bicamerale per i reati Ambientali, al Ministero per le Attività Produttive ad al Senato, una relazione scientifica dettagliata e documentata, sui rischi legati alla geologia dello stretto di Sicilia, depositata agli atti”.