SHARE

Lampedusa e Linosa con la nuova amministrazione comunale hanno voluto celebrare la giornata mondiale dedicata alle tartarughe con diverse attività di sensibilizzazione sul tema della tutela di questi animali marini, svolte con laboratori informativi sulle spiagge isolane e con la liberazione di una tartaruga nelle acque di Lampedusa.
Il comune e l’Area Marina Protetta Isole Pelagie infatti stanno portando avanti la triennale campagna di sensibilizzazione e tutela delle tartarughe marineTartaWorld, avviata nella scorsa stagione estiva 2016 e che si concluderà nel settembre 2018.
La campagna consta di centotrenta momenti, intesi come occasioni per incontrare i protagonisti del progetto TARTALIFE: i pescatori, i biologi, i veterinari e i volontari dei Centri di Recupero, le scuole, gli operatori turistici, le AMP e infine i cittadini e le istituzioni.
Un primo impegno per il neo sindaco che dà continuità alla campagna che si sviluppa a Lampedusa e Linosa nell’ambito del progetto Tartalife, del quale il comune e l’Area Marina Protetta Isole Pelagie sono già partner.
Lampedusa è divenuta Isola simbolo della tutela delle tartarughe grazie anche alla biologa Daniela Freggi, da moltissimi anni impegnata nella sensibilizzazione dei pescatori e nel recupero delle tartarughe che arrivano al suo centro, dove equipe di esperti volontari operano per riabilitarle e dar loro la possibilità di riconquistare guarite il mare.

Nel corso della campagna esperti ed educatori guideranno tutti verso la conoscenza della evoluzione biologica delle tartarughe marine, delle minacce che incombono sulla loro sopravvivenza e sulle misure che possono essere introdotte per tutelarle.
Circa quattrocento eventi da sviluppare e seguire nel triennio 2016-2018 dedicati alle tartarughe e per favorire il coinvolgimento produttivo di tutti i portatori d’interesse e di una larga parte della popolazione per promuovere la più ampia diffusione del problema e consentire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
La minaccia della sopravvivenza delle tartarughe Caretta caretta, specie prioritaria inserita nella Direttiva Habitat e protetta da numerose Convenzioni internazionali, negli ultimi anni è divenuto un obiettivo prioritario di molte regioni del bacino del Mediterraneo impegnate a fronteggiare i pericoli delle catture accidentali e a garantire la sopravvivenza della specie.
Nel Mediterraneo ogni anno centinaia di migliaia di tartarughe marine Caretta carettarimangono intrappolate nelle reti a strascico o da posta e altre abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada.
Si contano oltre 70.000 casi di decesso probabili, ma il numero potrebbe essere molto più alto, considerando che è del tutto impossibile calcolare le catture e i decessi riferibili a tutti i pescherecci comunitari e alle migliaia di piccole imbarcazioni dei pescatori dei paesi nord africani.
Le tartarughe marine Caretta caretta vengono accidentalmente catturate a causa della scarsa selettività degli attrezzi da pesca, il fenomeno meglio noto con il nome di bycatch coinvolge anche molte altre specie marine a rischio d’estinzione, provocando il depauperamento della biodiversità che caratterizza il Mediterraneo ed il suo ecosistema
Uno dei passi importanti da compiere è la sempre più decisa sensibilizzazione dei pescatori a mettere in campo sistemi di pesca che limitino le probabilità di cattura e l’incremento dei presidi di recupero e pronto soccorso, con adeguate dotazioni strumentali e personale qualificato.
Infatti questi centri, seppur in numero limitato rispetto ai circa 7500 Km di costa, rappresentano uno strumento estremamente importante per la riduzione della mortalità delle tartarughe e per la loro riabilitazione.
Il lavoro d’informazione e sensibilizzazione condotto in questi ultimi anni sull’importanza che riveste la tutela della biodiversità marina ha fatto aumentare in numero esponenziale il numero di recuperi degli esemplari di tartaruga Caretta carettain difficoltà, grazie anche all’aiuto dei pescatori; ma nonostante ciò gli esemplari salvati rappresentano ancora una piccola parte delle tartarughe catturate accidentalmente ogni anno nel Mediterraneo.

SHARE