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E’ stata avviata nelle scorse settimane e prosegue senza sosta la lotta agli abusivi e ai morosi degli alloggi popolari in provincia di Agrigento. Il contrasto al fenomeno dell’abusivismo e della morosità è stato attivato dal commissario ad acta dell’Istituto autonomo case popolari di Agrigento, Raul Gavazzi, che si è insediato all’inizio del 2017 e che ha subito nominato l’avvocato Teresa La Russa, per promuovere la procedura di sfratto nei confronti di otto assegnatari. Secondo quanto si apprende dal commissario dell’Iacp la morosità è alta in termini di percentuale. L’istituto ha provveduto in questi mesi a potenziare gli uffici preposti a porre in essere tutte le procedure, anche le più drastiche e quindi lo sfratto, per limitare, contenere e diminuire la percentuale dei morosi. Numerose le procedure di sfratto già avviate in diversi comuni della provincia. E’ in corso inoltre la campagna di vendita degli alloggi cosiddetti sperimentali, che permetterà pure il rinnovo del parco immobiliare dell’Istituto autonomo case popolari, una percentuale degli introiti è destinata esclusivamente ad alloggi nuova costruzione, un’apposita delibera consente la vendita degli immobili anche in forma rateale.

“L’attività di sfratto avviata – ha spiegato il commissario ad acta dell’Iacp Raul Gavazzi – comprende sia gli abusivi che i morosi, con i quali però in diversi casi si stanno facendo della transazioni. I casi – ha aggiunto – sono molti, ma bisogna distinguere sempre se si tratta di immobili ad uso abitativo o non abitativo, quindi stiamo cercando anche di fare questo tipo di distinzione. Ancora – ha proseguito Gavazzi – non è possibile avere i numeri degli sfratti perché abbiamo iniziato da poco, i dati non sono sufficienti, non hanno carattere di primo livello. Sono diverse le segnalazioni di occupazioni abusive di alloggi popolare nell’Agrigentino che ci pervengono settimanalmente dai comuni, l’attività che stiamo svolgendo è focalizzata comunque in particolare sui morosi. Materialmente lo sfratto viene disposto dai comuni, noi stiamo mettendo in essere tutte le procedure per avere i titoli per poter andare avanti. Possiamo dire però che i casi che nei casi che abbiamo riscontrato fino ad oggi c’è la volontà da parte dell’assegnatario di non arrivare alla procedura dello sfratto ma di procedere con una transazione, quindi pagano gli arretrati e restano negli alloggi”.

“Sull’abusivismo – ha detto inoltre il commissario dell’Iacp – occorre ricordare il ritardo accumulato dal legislatore regionale che non ha ancora provveduto a sanare la situazione degli abusivi dal 2001 a maggio del 2014, data di entrata in vigore del Decreto Renzi. Per venire incontro alle famiglie che abitano negli alloggi popolari e che non si possono permettere di essere puntuali nel pagamento della rata – ha spiegato – sono state apportate alcune modifiche al Regolamento per la gestione della morosità che consentono, tra l’altro, agli inquilini ritardatari di potere dilazionare il debito tramite rateizzazioni fino a 120 mesi”.

Intanto, a Montevago, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo ha avviato, in collaborazione con l’Iacp, una ricognizione degli alloggi popolari per avere un quadro completo della situazione. “In ogni caso – ha spiegato il primo cittadino montevaghese – quando riscontriamo situazioni con carattere di urgenza, per esempio famiglie con bambini o persone diversamente abili, procediamo noi stessi all’assegnazione. Come deputato regionale – ha aggiunto Margherita La Rocca Ruvolo – sono stata tra le firmatarie dell’emendamento presentato dal deputato Paolo Ruggirello per regolarizzare gli abusi che riprende la normativa del 2002 in merito al censimento e all’assegnazione degli alloggi popolari, il testo però non è ancora stato discusso in aula”.

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