Vendemmia 2017 in Sicilia, intervista all’enologo Tonino Guzzo

La vendemmia anticipata, le nuove tendenze di mercato, i consigli ai winelovers. Ne parliamo con l’enologo agrigentino Tonino Guzzo, uno dei più rinomati enologi italiani.

Vendemmia  2017 in anticipo, perché?

Quest’anno la vendemmia è anticipata a causa della siccità. Il fatto che non ha piovuto per molti giorni ha fatto anticipare la raccolta di almeno quattro giorni rispetto all’anno scorso su tutte le varietà, su alcune di più su altre un po’ meno, su quelle precoci la raccolta sta avvenendo con più anticipo, come lo Chardonnay e il Pinot grigio. Anche il Grillo verrà raccolto prima, ma con meno giorni d’anticipo. Per le altre varietà è ancora presto per dirlo, dipenderà dalle condizioni climatiche dei prossimi giorni.

Quantità e qualità, che annata è?

Dipende dai casi, ancora non è possibile fare un bilancio. C’è una buona quantità di Grillo, visto che non c’è stato tanto scorrimento durante la fioritura i grappoli sono abbastanza compatti, quindi il Grillo produrrà bene. Le vigne che sono irrigue non avranno calo, ma le vigne in asciutto lo avranno perché quest’ondata di calore fa diminuire la produzione. Inizialmente si prevedeva un aumento generale, però, alla luce di quello che sta succedendo, ho seri dubbi, solo alla fine della vendemmia si potranno tirare le somme. Chi non ha impianti per fare irrigazioni di soccorso perde anche uva oltre a produrla di minor qualità, perché ci vuole acqua proprio nel momento in cui acqua non ce n’è, molti produttori si sono trovati con gli invasi asciutti.

Quali i vitigni più coltivati nell’Agrigentino?

Ora si punta sui vitigni autoctoni e i vini a cui danno vita sono premiati dai mercati internazionali. In questo periodo è il Grillo quello più impiantato, perché c’è una nuova tendenza che va sul consumo dei bianchi e il Grillo sta rispondendo bene a queste esigenze. Anche il Catarratto è sempre più diffuso. Si stanno producendo prevalentemente uve a bacca bianca. Di vitigni internazionali poco o nulla, il boom è finito già da almeno sette anni. Solo qualcuno si dedica allo Chardonnay o al Syrah, ma le altre varietà internazionali come il Cabernet non sono più impiantante: producono poco e sono di difficile gestione in campo.

Quali le nuove tendenze di consumo?

Bollicine e rosati. Tutte le aziende stanno puntando sui rosé, fermi o frizzanti, perché ora c’è una tendenza del mercato che va anche in questa direzione. Ovviamente non ci si deve aspettare i numeri che fanno i bianchi, ma sicuramente c’è una grande attenzione. Poi ci sono gli spumanti, li stanno facendo quasi tutte le aziende. C’è un po’ di confusione sui metodi da utilizzare in funzione degli obiettivi da raggiungere, però certamente c’è un consumo in crescita di vini con le bollicine e quindi le aziende puntano a intercettare queste nuove tendenze.

Quale la chiave per produrre vini di qualità?

L’uva, la terra, la coltivazione e poi la trasformazione. L’intervento dell’uomo è fondamentale.

Un suggerimento ai lettori, che vino bere quest’estate?

Il mio personale consiglio è quello di bere bollicine rosé, con la nostra cucina si abbinano benissimo.