Salute del cuore, il prof Ruvolo: “Con il volontariato visite gratuite ai più bisognosi nell’Agrigentino”

Quella per l’acquisto dell’ascensore per il centro della onlus L’Arca di Cammarata è solo una delle ultime iniziative di  solidarietà portate avanti nell’Agrigentino dall’associazione A Cuore Aperto, la onlus presieduta dal professor Giovanni Ruvolo, di Ribera, direttore dell’unità operativa di cardiochirurgia dell’ospedale Tor Vergata, impegnato nel volontariato tra la Sicilia e l’Africa.

Professore Ruvolo, quali sono generalmente le vostre attività?

Attraverso il volontariato e le donazioni spontanee, cerchiamo, nei limiti delle nostre possibilità, di dare risposte ai più deboli e alle associazioni che ne hanno bisogno, anche in termini di attrezzature utili allo svolgimento di attività sociali e sanitarie. Per esempio, abbiamo già donato tre defibrillatori: uno alla Croce Rossa di Sambuca di Sicilia e altri due a due squadre di calcio di Montevago, abbiamo contribuito all’acquisto di una carrozzina per la squadra di hockey di Santa Margherita Belice e di un software per cure dei bimbi talassemici donato all’ospedale di Sciacca. Alla Croce Rossa saccense abbiamo donato un monitor multiparametrico per ambulanza. Questo per quanto riguarda le donazioni, che non sono la nostra principale attività ma che comunque indicano lo stato di necessità del sistema socio-sanitario pubblico agrigentino, spesso insufficiente per i bisogni della gente. Il sistema sanitario è da migliorare e da ottimizzare. Non si può pensare solo ai numeri e alla necessità di far quadrare i conti ma bisogna guardare ai bisogni sociali, alla necessità di accesso alle cure delle fasce più deboli, a cui va garantito il diritto alla salute.

Sono tante le persone che si rivolgono a voi per le visite gratuite durante le giornate per la prevenzione delle malattie cardiovascolari? Cosa emerge?

C’è una grande richiesta di sanità nell’Agrigentino, in molti non riescono ad avere accesso alle cure in tanti ci chiedono di organizzare le giornate di prevenzione per le persone meno abbienti, anche dalla province di Trapani, Palermo e da Roma.  Siamo andati in questi anni quasi in tutti i comuni della provincia di Agrigento. Nel 2017 abbiamo svolto iniziative di prevenzione  a Sciacca, Ribera, Naro, Cianciana, Montevago, Agrigento, Santo Stefano di Quisquina. Abbiamo visitato circa 350 persone con il cardiologo Fabio Triolo e il cardiochirurgo Linda Pisano, più di una decina quelle con problemi al cuore “salvate”. Abbiamo evidenziato in diversi casi degli aneurismi all’aorta ascendente che, se non curati in tempo, avrebbero potuto provocare in alcuni casi la rottura o la dissezione dell’aorta con gravi conseguenze per i pazienti.

Voi siete anche impegnati in un progetto di volontariato in Tanzania, come procede?

E’ da quindici anni che siamo impegnati nel progetto Un Cuore per Ipogolo in Tanzania, nella regione di Iringa, dove già ha operato a lungo l’arcidiocesi di Agrigento. Portiamo avanti attività di assistenza sanitaria e formazione, in tante sono diventate infermiere, altri medici, in tanti ci chiedono di poter studiare. E’ da due anni che, per ragioni personali, non andiamo in Tanzania ma portiamo avanti le attività regolarmente in collaborazione con le suore della Comunità Cristiani del Mondo. La prossima missione sarà molto probabilmente a novembre, torneremo a Ipogolo a rivedere i nostri amici, per fare il punto della situazione e progettare le iniziative future. In Tanzania c’è il nostro cuore.