Lavoro, alla Settesoli di Menfi stage per formare i giovani siciliani

Una grande azienda siciliana che investe in proprio sulla formazione del personale per trovare in Sicilia quello che a volte in Sicilia manca: la specializzazione. È la Settesoli di Menfi, che, nel settore nevralgico della commercializzazione, negli ultimi tre anni ha assunto sei manager, pescandone in Sicilia solo un paio. Ne parla il Giornale di Sicilia oggi in edicola in un articolo di Francesca Capizzi. “Purtroppo – dice il presidente Vito Varvaro – non sempre si trovano giovani siciliani per i bisogni dell’azienda. Forse l’università dovrebbe formare più ragazzi per portare il nostro agroalimentare nel mondo”. Contemporaneamente, però, proprio per ridurre il gap formativo con il resto del Paese, l’azienda ha lanciato un piano di stage per dare ai giovani del territorio l’opportunità di fare esperienza in un’azienda globale, con vendite in ogni parte del mondo. Ogni anno 15 ragazzi vengono selezionati ed inseriti per sei mesi nelle varie funzioni.

Temi che sono venuti fuori nel weekend del Mandrarossa Vineyard Tour 2017, la manifestazione che serve ad aprire al pubblico locale – e non solo – le porte dell’impresa vitivinicola. Non solo vino, anzi vini, ma gastronomia, cultura, sport e musica. Due giornate, tra il mare e le vigne, in piena vendemmia. Quest’anno vi hanno partecipato più di 3000 persone. Le vigne di Mandrarossa, più vicine alla spiaggia delle Giache Bianche, sono state aperte al pubblico dall’alba al tramonto, con la possibilità di partecipare alla raccolta delle uve, guidati dall’occhio esperto dei vignaioli. Un appuntamento che non è solo conviviale e che anzi vuole orientare le giovani leve verso l’agroalimentare. Non a caso erano presenti anche i ragazzi della scuola turistica e commerciale, 16-18 anni, che tra una degustazione e l’altra scoprono i segreti del marketing.

Cantine Settesoli è l’azienda vitivinicola leader in Sicilia. “La sua forza – spiega Varvaro – nasce dal gioco di squadra del territorio”, 2.000 famiglie socie della cooperativa e 6.000 ettari di vigneto con 28 vitigni coltivati, sia internazionali che autoctoni. “Questa comunità di agricoltori – continua il presidente Varvaro – oltre a coltivare le uve ha saputo creare un’organizzazione aziendale ed una squadra di manager”. Negli ultimi anni ha affiancato a dirigenti di comprovata esperienza un gruppo di giovani manager tra i 25 e i 35 anni, siciliani, alcuni tornati dal Nord dopo esperienze in grandi aziende. E se è vero che la vendemmia subirà una riduzione dovuta al caldo torrido di questa estate, l’azienda conta di compensare il calo produttivo – tra il 20 e il 40% a seconda delle varietà – con la migliore qualità del vino. Proveremo – dice il presidente – a recuperare il reddito, anche se solo in piccola parte, attraverso l’aumento di prezzo dei vini che su alcune varietà molto richieste come Nero d’Avola e Grillo potranno essere a doppia cifra”.