Mafia e politica: “libro shock” dell’imprenditore italo-canadese Lino Zambito, nipote del senatore Rizzuto di Cattolica Eraclea

Un libro che fa “tremare” politici e imprenditori a Montreal: è intitolato “Le témoin” ed è stato scritto dall’imprenditore italo-canadese originario di Cattolica Eraclea Lino Zambito, nipote del senatore Pietro Rizzuto (deceduto nel 1997).
Zambito, già condannato per frode e corruzione, testimone chiave della commissione Charbonneau – una sorta di commissione d’inchiesta su mafia, politica e infiltrazioni negli appalto a Montreal – con la condanna e la sua testimonianza ha già pagato un alto prezzo dal punto di vista personale, professionale e finanziario. In questo libro pubblicato da Les Éditions de l’Homme a fine 2016, che viene definito “scioccante”, il “testimone” andrebbe ancora più in fondo mettendo nero su bianco cose mai dette prima.

Lino Zambito, come si legge nella scheda del volume, “descrive il suo viaggio nell’industria delle costruzioni a Montreal, dipinge un ritratto senza compromessi di un sistema di collusione e di corruzione, i cui attori non erano solo imprenditori avidi, ma anche funzionari e politici marci che erano assetati del potere, che agivano in difetto delle leggi sul finanziamento del partito. Senza esitazione, mentre finisce per scontare la pena a cui è stato condannato, Lino Zambito racconta la sua verità. E non è bella per tutti”.

All’inizio dei lavori della commissione Charbonneau, Zambito, dopo aver ammesso le sue colpe, sollevò il velo su una vasta rete di collusioni tra gli imprenditori di Montreal, parlando in particolare del pagamento di una percentuale dei contratti pubblici ottenuti da questa rete di imprenditori alla mafia. Diversi “potenti” cattolicesi emigrati a Montreal avrebbero avuto per anni un ruolo di primo piano in questa rete di appalti, tangenti e mafia. Diversi gli imprenditori e i personaggi originari di Cattolica Eraclea sentiti durante i lavori della commissione, come Nicolò Milioto e Giuseppe Joe Borsellino. Fu sentito dalla commissione anche il “padrino” Vito Rizzuto (deceduto il 23 dicembre 2013).