Insulti e minacce all’ex moglie, empepdoclino sarà processato per stalking

“Ti mando in miseria, ti faccio chiudere il negozio, ti tolgo il figlio”. La relazione coniugale era ormai di fatto interrotta e il marito, secondo l’accusa, avrebbe iniziato a perseguitare la moglie con pedinamenti, insulti e minacce. La donna, però, ha deciso di denunciarlo e adesso, a distanza di circa tre anni dai fatti, è stato deciso il rinvio a giudizio. Il decreto che dispone l’approfondimento dibattimentale, accogliendo la richiesta firmata dal pm Santo Fornasier prima del trasferimento a Ragusa, è stato emesso nella tarda mattinata di ieri dal giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola.

L’imputato – F.M., 54 anni, di Porto Empedocle – avrebbe perseguitato la moglie, titolare di un negozio di negozio di ottica, per sei mesi. La procura gli contesta il reato di stalking. Il processo inizierà il 4 dicembre davanti al giudice Giancarlo Caruso. L’empedoclino, difeso dall’avvocato Giuseppe Scozzari, secondo quanto sostiene la donna che lo ha denunciato, si sarebbe appostato davanti al suo negozio a piedi o con l’auto per osservarla e intimorirla.Alcune molestie sarebbero state anche messe per iscritto con degli sms con i quali manifestava il suo rancore. “Mi stai privando del bambino – le avrebbe scritto – e spero che Dio ti mandi un infarto”. L’imputato avrebbe anche fatto delle irruzioni improvvise in negozio, in presenza della clientela, insultandola in maniera volgare, cercando di darle fastidio mentre lavorava e pronunciando altre frasi moleste.

Contestati anche numerosi altri episodi in cui l’avrebbe incontrata per strada e insultata con frasi e aggettivi volgari. La donna, che si è costituita parte civile e potrà chiedere il risarcimento del danno all’ex marito in caso di condanna, ha denunciato l’episodio alla polizia che ha raccolto la sua testimonianza e ha avviato un’indagine al termine della quale è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il pm Santo Fornasier contesta l’accusa di stalking perché ritiene che la donna abbia accusato “uno stato di ansia grave e perdurante” e che sia stata costretta a mutare le proprie abitudini di vita a causa dell’atteggiamento ossessivo e persecutorio dell’ex marito. La vicenda, adesso, sarà approfondita meglio in un dibattimento.