Ad Agrigento abbandonati 2.000 cani all’anno, l’allarme di Aronne: “Non c’è più posto nel nostro centro”

“Ad Agrigento viene abbandonata una cucciolata a giorno, circa 2.000 cani in un anno, la situazione è diventata insostenibile anche perché sono ormai sempre di meno le adozioni tramite i nostri canali nel nord Italia”. Lo dice Emanuele Cipolla, tra i volontari in prima linea del centro Aronne di Agrigento, che ospita in pianta stabile più di 200 cani e si occupa delle adozioni, ma che adesso si sta trovando in difficoltà ed è costretta a chiudere le porte della struttura ormai piena, mentre gli abbandoni che alimentano il randagismo nell’Agrigentino, non solo nella città dei templi, sembrano essere in continuo aumento. “Con dispiacere comunichiamo – è stato comunicato sulla pagina Facebook di Aronne – che non siamo più nelle condizioni di aiutare nessuno, la situazione è ormai preoccupante, scusate”.

“La percentuale degli abbandoni è pressoché inalterata, è cambiata invece la dimensione dei terminali, il sistema di adozioni al nord è ormai saturo”, spiega Emanuele Cipolla. “Quindi in questo periodo – aggiunge – non riusciamo ad agire concretamente su quella che, tra virgolette, è l’offerta, perché la domanda si è ridimensionata, dunque noi continuiamo a proporre le adozioni ma non riusciamo più a trovare chi adotta i cani perché tutta una serie d canali si sono saturati. E’ ormai da dodici anni che le associazioni animaliste siciliane, in modo continuativo, mandano cani al nord, dalla Sicilia saranno partiti 3-4.000 cani all’anno per il nord Italia, ma ormai questo tipo di sbocco si è fortemente ridimensionato. Ci sono due metodi – secondo Cipolla – per risolvere il problema del randagismo, che è un fenomeno indotto, che nasce nelle case degli agrigentini che continuano a non sterilizzare e a scegliere adozioni facili o gli abbandoni che sono dei veri e propri reati. Un metodo – spiega – è la repressione, quindi finalmente cominciare a fare le multe per le mancate microchippature, e l’altra è quella di invitare, perché obbligare in termini di legge è difficile, i padroni a sterilizzare i cani e soprattutto a non abbandonarli, perché altrimenti saranno i randagi di domani. Quindi la leva per arginare il fenomeno del randagismo è soprattutto la sterilizzazione dei cani padronali, anche attraverso la realizzazione di piani di sterilizzazione sociale che portino ad abbattere i costi medi per affrontare una sterilizzazione”. Intanto, l’associazione animalista agrigentina, che da sedici anni va avanti grazie all’autofinanziamento e all’aiuto di donatori e volontari, ha già dato il via alla “Lotteria Aronne 2018” con estrazione del 5 gennaio abbinata alla manifestazione “Un natale anche per loro “. Per ogni informazione possibile chiamare al 3809048200.

“Anche noi non siamo messi benissimo in questo momento, ospitiamo una trentina di cani tra disabili e malati, cani che nei canili sicuramente verrebbero abbattuti”, dice Laura Samaritano, delegata Oipa Agrigento. Purtroppo ormai le adozioni sono bloccate, sono pochissimi adesso i cani che riusciamo a fare adottare nel nord Italia, anche lì gli stalli sono sempre di meno. L’amministrazione comunale potrebbe aiutarci facendo un po’ più di ordine, primo per quanto riguarda il recupero dei cani abbandonati segnalati dai cittadini e poi per quanto riguarda la liberazione, è necessario che i cani vengano liberati là dove sono stati recuperati per non rompere l’equilibrio del branco”.