Scala dei Turchi, concluso il servizio civico: bilancio “positivo” per il sindaco, “insufficiente” per Mareamico

Si è concluso ieri il progetto di servizio civico per la sorveglianza e informazione della Scala dei Turchi partito il primo maggio scorso. Dieci gli operatori selezionati dal comune di Realmonte che a turno hanno coperto quotidianamente tutto il periodo estivo. Gli addetti al servizio di sorveglianza sono stati impegnati a far rispettare l’ordinanza del sindaco Lillo Zicari con le modalità di fruizione della famosa scogliera di marna bianca che aspira a diventare patrimonio dell’umanità con il sigillo dell’Unesco, anche se in realtà l’iniziativa per la candidatura è adesso in standby. Gli operatori selezionati dal comune sono intervenuti tante volte durante l’estate per richiamare visitatori e turisti intenti ad asportare marna dalla scogliera per spalmarla sul corpo e sul viso come fosse argilla nella convinzione errata che potesse far bene alla pelle, mentre l’effetto è completamente opposto, cioè fa male alla pelle, come hanno spiegato in più occasioni diversi dermatologi. Tra i compiti svolti dagli addetti, coordinati da un tutor impiegato comunale, anche la rimozione dei rifiuti abbandonati in spiaggia dai visitatori e turisti incivili e il servizio di informazione turistica. In alcuni casi si è reso necessario il loro intervento anche in aiuto agli operatori del 118 per i soccorsi. Schierato quest’anno alla Scala dei Turchi anche il gruppo comunale della Protezione Civile. “Un’iniziativa che si è rivelata molto utile e riteniamo che il bilancio sia assolutamente positivo”, ha detto il sindaco di Realmonte Lillo Zicari al Giornale di Sicilia. “Prima – ha aggiunto – non c’era nessuno a sorvegliare la zona e a spiegare quello che non si poteva fare, quest’anno c’è stata la presenza continua e costante di due operatori tutti i giorni, compresi sabato e domenica, sia la mattina che il pomeriggio. Ci stiamo già organizzando per riproporre e migliorare il servizio il prossimo anno ampliando il periodo di copertura. Quest’anno il servizio di sorveglianza è stato svolto dal primo maggio al 30 settembre, il prossimo anno speriamo di poter iniziare ad aprile e di concludere il 31 di ottobre. Nonostante il progetto di servizio civico sia concluso, nei casi in cui ci saranno belle giornate di mare – ha spiegato il primo cittadino – garantiremo la nostra presenza con qualche impiegato comunale. Il prossimo anno cercheremo di attivare anche un presidio di pronto soccorso, visto che la Scala dei Turchi è particolarmente scivolosa e spesso diventa teatro di incidenti”. Il nuovo piano di gestione della Scala dei Turchi è stato messo in campo dall’amministrazione comunale dopo le polemiche scoppiate con il proprietario delle particelle catastali dell’area su cui ricade la scogliera bianca tra le più famose al mondo, Ferdinando Sciabbarrà, e con il responsabile dell’associazione Mareamico di Agrigento, Claudio Lombardo, che avevano annunciato un piano di gestione – che prevedeva il pagamento di un ticket d’ingresso – contro il quale si è però schierato il comune di Realmonte con un atto di citazione a giudizio davanti al tribunale di Agrigento che dovrà ancora decidere sul contenzioso tra pubblico e privato. “Il piano di gestione del comune – secondo il responsabile di Mareamico Agrigento Claudio Lombardo – è stato appena sufficiente, nulla di eclatante, carenze si sono registrate per esempio per quanto riguarda la pulizia. Nel piano di gestione di Mareamico il primo punto, tra l’altro, era l’assicurazione dei visitatori e un presidio sanitario fisso ai piedi della scala dei turchi, molto importante in considerazione dei tanti incidenti avvenuti durante l’estate. Per il prossimo anno è giusto attendere il pronunciamento del tribunale di Agrigento sul riconoscimento della proprietà privata del sito. Da parte di Mareamico c’è sempre la volontà di volere andare avanti, visto che davanti a un notaio abbiamo già accettato la proposta del proprietario di gestione dell’area. Dovrebbe riflettere pure l’amministrazione comunale rispetto al fatto che quest’anno il comune ha speso comunque dei soldi per la sorveglianza mentre avrebbe potuto benissimo incassarli e investirli per servizi turistici”.