Elezioni Sicilia, Fava: ho buone sensazioni, mi appello al voto libero

“La sensazione che ho e’ buona. Arriviamo facilmente alla gente perche’ parliamo un linguaggio che per molti e’ comprensibile e condivisibile, perche’ e’ un linguaggio legato all’opinione, alla passione e alla liberta’ e non all’appartenenza. E questa e’ una cosa importante per i siciliani. Questa idea che i siciliani debbano essere trattati sempre e solo come rendite di posizioni elettorali che si spostano da una coalizione all’altra senza alcun diritto di opinione e di critica e’ un po’ superata, sorpassata, soprattutto guardando quello che sta succedendo nelle altre coalizioni: liti feroci tra Micciche’ e Musumeci, tra Orlando e Crocetta. Le coalizioni basate su un patto di desistenza armata tra alleati sono abbastanza malinconiche come proposta elettorale. Leggo di una lista presentata da Micari in cui ritroviamo personaggi significativi della passata stagione di Cuffaro. I siciliani queste cose le avvertono e le giudicano. Noi chiediamo un voto libero, di essere valutati per la qualita’ della nostra proposta e delle nostre storie: per proporti di cambiare la Sicilia devi avere un minimo di coerenza politica alle spalle”. Lo ha affermato oggi il candidato della sinistra alle elezioni regionali in Sicilia, Claudio Fava, durante un forum organizzato dall’agenzia di stampa ITALPRESS diretta fa Gaspare Borsellino. “Noi chiediamo un voto di discontinuita’ – ha continuato -. Di sinistra ce n’e’ stata poca in questa esperienza di governo. Per non parlare di Musumeci che ha attorno a se’ la rappresentazione plastica di 13 anni di malgoverno siciliano, il Cuffaro 1, il Cuffaro 2 e Lombardo. Ci sono alcune contraddizioni che esplodono in campagna elettorale. Se il Pd considera fallimentare l’esperienza Crocetta al punto di non ricandidarlo dando un giudizio impietoso nei confronti di un presidente che e’ anche un dirigente politico di quel partito ma poi se lo pone accanto in campagna elettorale perche’ occorre rastrellare ogni voto possibile, mi sembra che questa sia una pratica dalla quale prendere le distanze”. Per Fava serve “discontinuita’ non solo rispetto agli esiti di questi governi ma anche rispetto ad un’idea di politica in cui non occorre coerenza o avere un progetto condiviso ma occorre solo stare insieme e sommare i ceti politici, convinti che le somme del ceto politico corrispondano alle somme del ceto elettorale. Una volta questo era piu’ semplice, ora non lo e’ piu’, anche rispetto a quel 60 per cento di siciliani che in questo momento non vorrebbe andare a votare anche per opporsi a questa idea mercantile, proprietaria e privatistica della politica”, ha concluso.