Carceri, mobilitazione Radicali e visite in 35 istituti: tappe ad Agrigento e Sciacca

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Amnistia e indulto, sit-in davanti il carcere di Agrigento

Da domani, lunedi’ 9 ottobre e fino a domenica 15 i Radicali organizzano una settimana di mobilitazione nazionale sul fronte della giustizia e delle carceri con visite in 35 istituti di pena. Lo riferisce una nota dei Radicali che da tempo ormai si battono per amnistia e indulto contro il sovraffollamento carcerario. “Grazie alla collaborazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che ha autorizzato l’accesso nelle strutture, dirigenti e i militanti del movimento visiteranno gli istituti penitenziari di Sciacca, Agrigento, Caltanissetta, Trapani, Favignana, Palermo Pagliarelli, Palermo Ucciardone, Catania Piazza Lanza, Messina, Enna, Ragusa, Napoli Secondigliano, Napoli Poggioreale, Santa Maria Capua Vetere, Salerno Fuorni, Ascoli Piceno, Ancona Montacuto, Ancona Barcaglione, Roma Rebibbia, Roma Regina Coeli, Rieti, Bologna Dozza, Parma, Pavia, Voghera, Milano San Vittore, Monza, Cagliari, Brindisi, Lecce, Taranto, Bari, Sanremo, Imperia. Sono oltre cento i militanti di Radicali Italiani coinvolti nelle visite, a cui parteciperanno il segretario Riccardo Magi, il tesoriere Michele Capano, la presidente Antonella Soldo. Accanto ai radicali anche numerosi parlamentari, tra cui Gennaro Migliore, Luis Alberto Orellana, Luciano Uras, Mara Mucci, Massimo Cassano, e rappresentanti delle istituzioni locali, come il sindaco di Pavia Massimo Depaoli e di Cagliari Massimo Zedda.
“Con questa mobilitazione rilanciamo la nostra battaglia radicale sul fronte della giustizia e delle carceri, che non e’ una battaglia a se’, ma racchiude e riflette le principali questioni aperte nel Paese su cui come Radicali Italiani siamo impegnati con le nostre iniziative, dall’antiproibizionismo sulle droghe, all’immigrazione, alla poverta’”, dichiarano Magi, Capano e Soldo. Secondo i dati del Dap, un terzo della popolazione reclusa sconta una pena per reati legati alla droga e la stragrande maggioranza ha problemi di dipendenza. Una realta’ dai costi sociali, sanitari ed economici altissimi e dalle gravi conseguenze sotto il profilo del sovraffollamento carcerario e per il funzionamento della giustizia. “Una grande riforma antiproibizionista, come quella che proponiamo, eviterebbe anche tantissimi dei procedimenti che oggi ingolfano la macchina della giustizia e colpiscono anche giovani e giovanissimi”, spiega Alessia Minieri, della giunta di segreteria di Radicali Italiani e coordinatrice della mobilitazione. Molto alta anche la percentuale di detenuti stranieri, che si attesta al 34% con picchi di oltre il 70% in diversi istituti. Le pessime condizioni di vita nelle carceri italiane, dove – secondo i dati dell’Osservatorio di Antigone – il tasso medio di sovraffollamento e’ del 114% e in strutture come quelle di Lodi, Larino, Chieti, Como, Brescia Caton Mombello tocca o sfiora il 200%, sono costantemente oggetto di denunce di organismi internazionali, come quella contenuta nel recente rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa che nel corso delle visite ispettive ha accertato gravi violazioni dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sul divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti. “Una grave violazione della legalita’ costituzionale, come da sempre denunciato da Marco Pannella e dai radicali, che mina le fondamenta stesse dello Stato di diritto nel nostro Paese”, concludono i Radicali.