Carceri, mobilitazione dei radicali per amnistia e indulto: tappe ad Agrigento e Sciacca

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Amnistia e indulto, sit-in davanti il carcere di Agrigento

Ha preso il via oggi una mobilitazione nazionale di Radicali Italiani sul fronte della giustizia e delle carceri con visite in 35 istituti di pena. I radicali da tempo chiedono al Parlamento l’approvazione di leggi di indulto e amnistia. Grazie alla collaborazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che ha autorizzato l’accesso nelle strutture, dirigenti e i militanti del movimento visiteranno oggi gli istituti penitenziari di Sciacca, Agrigento, Caltanissetta, Trapani, Favignana, Palermo Pagliarelli, Palermo Ucciardone, Catania Piazza Lanza, Messina, Enna, Ragusa, Napoli Secondigliano, Napoli Poggioreale, Santa Maria Capua Vetere, Salerno Fuorni, Ascoli Piceno, Ancona Montacuto, Ancona Barcaglione, Roma Rebibbia, Roma Regina Coeli, Rieti, Bologna Dozza, Parma, Como, Pavia, Voghera, Milano San Vittore, Monza, Cagliari, Brindisi, Lecce, Taranto, Bari, Sanremo, Imperia (in calce il calendario delle visite). Sono 110 i militanti di Radicali Italiani coinvolti nelle visite, a cui parteciperanno il segretario Riccardo Magi, il tesoriere Michele Capano, la presidente Antonella Soldo. Accanto ai radicali anche numerosi parlamentari, tra cui Gennaro Migliore, Luis Alberto Orellana, Luciano Uras, Mara Mucci, Massimo Cassano, e rappresentanti delle istituzioni locali, come il sindaco di Pavia Massimo Depaoli e di Cagliari Massimo Zedda.

Durante le visite le delegazioni raccoglieranno di ogni singolo istituto dati puntuali, ad esempio sulle condizioni della struttura, la composizione della popolazione reclusa, sul personale, gli eventi critici e molto altro. “Con questa mobilitazione rilanciamo la nostra battaglia radicale sul fronte della giustizia e delle carceri, che non e’ una battaglia a se’, ma racchiude e riflette le principali questioni aperte nel Paese su cui come Radicali Italiani siamo impegnati con le nostre iniziative, dall’antiproibizionismo sulle droghe, all’immigrazione, alla poverta’”, affermano Magi, Capano e Soldo in una nota congiunta. Secondo i dati del Dap, un terzo della popolazione reclusa sconta una pena per reati legati alla droga e la stragrande maggioranza ha problemi di dipendenza. Una realta’ dai costi sociali, sanitari ed economici altissimi e dalle gravi conseguenze sotto il profilo del sovraffollamento carcerario e per il funzionamento della giustizia. “Una grande riforma antiproibizionista, come quella che proponiamo, eviterebbe anche tantissimi dei procedimenti che oggi ingolfano la macchina della giustizia e colpiscono anche giovani e giovanissimi”, spiega Alessia Minieri, della giunta di segreteria di Radicali Italiani e coordinatrice della mobilitazione.