Delitto Miceli a Cattolica Eraclea, la famiglia della vittima: “Grazie alle forze dell’ordine, ora condanna molto severa”

“Finalmente, dopo diversi mesi di attesa, ieri è stato incarcerato uno degli assassini di Giuseppe Miceli. La famiglia tiene a ringraziare le forze dell’ordine di Cattolica Eraclea, di Agrigento e i Ris di Messina per il loro lavoro attento e meticoloso. Giuseppe era un uomo buono, onesto, generoso e un validissimo artigiano del marmo. Non meritava di essere massacrato da mostri. Adesso si aspetta che si faccia vera giustizia con una condanna molto ma molto severa“. Questo il messaggio della famiglia di Giuseppe Miceli, scritto su Facebook dalla cognata Enza Spagnolo, dopo l’arresto eseguito ieri dai carabinieri, su disposizione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Agrigento, di Gaetano Sciortino, l’operaio 53enne di Cattolica Eraclea ritenuto responsabile dell’omicidio del marmista 67enne massacrato con vari oggetti contundenti il 6 dicembre 2015 all’interno del suo laboratorio.

L’interrogatorio di garanzia dell’arrestato, difeso dagli avvocati Santo Lucia e Giovanna Morello, è stato fissato per lunedì prossimo, 23 ottobre.  L’interrogatorio di garanzia è un adempimento che il giudice è tenuto a compiere quando (durante le indagini preliminari o durante l’udienza preliminare o fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento) decide in ordine a una misura coercitiva o restrittiva. L’interrogatorio di garanzia è un momento fondamentale del procedimento cautelare penale, poiché rappresenta il primo contatto che la persona sottoposta a misura cautelare ha con il giudice a garanzia del più ampio diritto di difesa dell’indagato che potrà comunque avvalersi della facoltà di non rispondere.