Salute del cuore, Ruvolo: importante la prevenzione contro aneurisma aortico e fibrillazione atriale

“Sono più di novecento le persone visitate in meno di due anni nell’Agrigentino nell’ambito delle giornate di volontariato promosse dall’associazione onlus A Cuore Aperto. Molti i soggetti che sembravano asintomatici ma che in realtà asintomatici non erano, per fortuna sono stati visitati in tempo per evitare gravi complicazioni”. Lo ha detto il cardiologo Fabio Triolo, tra i medici volontari dell’associazione onlus A Cuore Aperto presieduta dal professor Giovanni Ruvolo, facendo il bilancio delle giornate di prevenzione promosse in provincia di Agrigento. Oltre che nella città dei templi, screening cardiologici gratuiti sono stati eseguiti in questi anni a Sciacca, Ribera, Naro, Montevago, Santa Margherita Belice, Cattolica Eraclea, Cianciana, Santo Stefano di Quisquina, Porto Empedocle, Aragona. “Più di dieci persone sono state salvate”, ha detto Triolo facendo riferimento ad alcuni casi di persone particolarmente gravi e a rischio infarto o aneurisma che fortunatamente sono state salvate in tempo grazie alle visite svolte durante giornate di prevenzione delle malattie cardiovascolari. “Abbiamo riscontrato nel 3% della popolazione – ha spiegato il cardiologo – una fibrillazione atriale sconosciuta che, se non presa in tempo, avrebbe potuto avere conseguenze gravi. Mentre nel 15% della popolazione – ha aggiunto – abbiamo riscontrato la glicemia alta, l’8% rappresentato da persone con il diabete che non sapevano di soffrire tale patologia”. Oltre a Ruvolo e a Triolo, i medici impegnati nelle visite sono il cardiochirurgo Linda Pisano e il diabetologo Orazio De Guilmi; tra gli infermieri volontari Gaetano Ciraolo e Caterina Provenzano.

“Una fibrillazione atriale – ha spiegato il cardiochirurgo Giovanni Ruvolo al Giornale di Sicilia – è una aritmia con battiti irregolari. Può provocare delle embolie periferiche, quindi se l’embolo parte per il cervello il rischio è quello di un ictus, se parte per la gamba può essere quello dell’ischemia. Ma soprattutto la fibrillazione atriale è una delle principali cause dell’ictus, perché si formano dei trombi nell’atrio sinistro che si muovono verso il cervello provocando l’ictus. E’ importante, come sempre, la prevenzione sia per scoprire che per curare le patologie. La terapia per la fibrillazione atriale, se individuata dopo non molto tempo dall’insorgenza, prevede un trattamento farmacologico oppure una cardioversione elettrica, per trasformare il ritmo di fibrillazione in ritmo sinusale, quindi se si scopre precocemente si può ristabilire il rito normale. Quando viene individuata una fibrillazione atriale – ha aggiunto – si sottopone il paziente a un trattamento anticoagulante per ridurre o impedire la formazione di trombi che poi possono provocare delle embolie. Spesso, purtroppo, i pazienti sottovalutano i sintomi che indicano la fibrillazione atriale. Sentono il cuore battere forte, magari a frequenza non molto elevata, ma con un battito comunque irregolare. Allora il paziente non percepisce il pericolo, lega magari questi sintomi a un po’ di stanchezza, non si rivolge al medico e quindi non si accorge del problema. Un dato – ha detto Ruvolo a proposito del 3% della popolazione con fibrillazione atriale – che apparentemente non è altissimo ma di fatto, vista la tipologia di danni che può provocare la patologia, è da considerare un fattore importante, soprattutto perché sconosciuto. La prevenzione per la fibrillazione atriale è fondamentale, in questo caso, quando si avverte una palpitazione irregolare, basta fare un elettrocardiogramma per individuare  la patologia e quindi curarla”.