Tv: giornalista agrigentino Silvio Schembri tra le Iene, ecco il primo servizio su badante violenta

Il giovane giornalista agrigentino Silvio Schembri approda nella squadra de Le Iene, il celebre programma di Italia 1. Schembri, già cronista di AgrigentoNotizie e poi inviato per la “Gabbia Open” su La 7, è approdato così nelle reti Mediaset. L’esordio su Italia 1 questa sera con il servizio sull’inferno che hanno passato una donna di 86 anni e il figlio disabile a causa della badante. (Guarda il servizio completo qui  http://bit.ly/2yKEMx7).

Ecco la scheda di Silvio Schembri pubblicata sul sito delle Iene. “Sono nato ad Agrigento, all’ombra della Valle dei templi, nell’estate del 1991 (e già da neonato ero di stazza grande). Mi piace ritenermi un “fortunato” per essere anche cresciuto in quella che definisco “la terra più bella del mondo”: la Sicilia (sì, perché secondo me sono alcuni siciliani a renderla ogni tanto “brutta”). Amo questo lavoro e l’ho sempre saputo: alle scuole medie, insieme ad un amico, andavo in giro con una telecamera di cartone per raccogliere le testimonianze dei compagni che erano stati in gita.


Poi al liceo, dopo una prima vocazione per la carriera in polizia (che mi ha “torturato” per anni), ho iniziato a scrivere i primi articoli per un giornale online della mia città e a realizzare i primi servizi televisivi per la tv siciliana Trm (tutte cose che facevo solo durante la ricreazione, giuro). Una volta diplomato, mi sono interamente dedicato a questo lavoro: ho continuato per quasi 9 anni a scrivere per “AgrigentoNotizie”, ma nel frattempo anche per “la Repubblica” e per l’agenzia di stampa “Askanews”. Poi sono approdato a La7, dove ho fatto l’inviato per “La Gabbia”. Per uno della mia generazione, entrare a “Le iene” è un po’ come andare a giocare nella squadra di calcio che segui fin da bambino, al fianco dei giocatori che hai sempre visto da lontano o in tv. Mi piace il cibo (e non posso nasconderlo), il mare di Siculiana Marina (ma anche tutto il mare, in generale), la musica di ogni stile e ritmo (con una particolare dipendenza campanilistica per Lello Analfino e i “Tinturia”), e anche la pallacanestro (ma solo da comodo spettatore, sia chiaro). Odio quelli che pensano di sentirsi furbi a discapito dei più deboli, le ingiustizie e il formaggio sulla pasta con le vongole. Per rendermi felice datemi gli amici, una cucina, del buon vino e una chitarra”.