La Croce di Lampedusa acclamata in Spagna, ora in viaggio verso l’Asia

Ha richiamato in Spagna oltre un milione di persone e si appresta a girare il mondo la Croce realizzata dall’artista di Lampedusa Francesco Tuccio con i legni dei barconi dei migranti. La Croce, benedetta da Papa Francesco in piazza San Pietro nell’aprile 2014, ha fatto tappa in questi anni in 150 diocesi italiane prima di varcare i confini nazionali. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Casa dello spirito. “In Spagna – ha spiegato l’editore Arnoldo Mosca Mondadori, uno degli ideatori del tour mondiale della croce dei migranti – ha iniziato il cammino in Catalogna il 5 marzo scorso, nella basilica della Sagrada Família di Barcellona dove è stata accolta da migliaia di fedeli. A Catalayud bambini musulmani e cristiani hanno pregato insieme sotto la Croce e i bambini islamici hanno letto il Corano. E a Caracavaca quella di Lampedusa ha incontrato la Croce che contiene le reliquie del legno che portò Gesù”.

Dopo le tappe in programma nelle Isole Canarie, tra le mete dei migranti africani, la Croce realizzata con i legni delle carrette del mare sbarcate a Lampedusa volerà in Asia e sarà accolta nelle Filippine dal cardinale Luis Tagle, presidente di Caritas internationalis. Poi sarà la volta del Messico, dove ad accoglierla ci sarà padre Alejandro Solalinde, tra i candidati al Nobel per la pace 2017. In Messico, la Croce, secondo quanto si apprende dal quotidiano dei vescovi, sarà caricata sul “treno della morte” che porta i migranti verso il confine con gli Usa dove sono in programma momenti di preghiera davanti ai muri per ricordare chi ha perso la vita nei viaggi della speranza. Infine le tappe africane, prima in Madagascar e poi nei campi profughi in Etiopia. La Croce dovrebbe fare poi ritorno in Vaticano per la Via Crucis pasquale e poi partirà di nuovo in giro per il mondo.

“E’ un’emozione grandissima per me”, ha detto l’artista lampedusano Francesco Tuccio al Giornale di Sicilia. “Con questa Croce – ha spiegato – ho voluto condividere la sofferenza dei migranti attraverso questo legno che attraversa il mar Mediterraneo, dove la gente cerca un punto d’appoggio per continuare la loro vita, dove si cerca la libertà. Questa Croce – ha proseguito Tuccio – porta fuori fa Lampedusa quel problema che viene condiviso, per fortuna, da tutti. La Croce, infatti, gira sempre e non si ferma mai proprio perché è la gente che la richiede, è la gente che vuole stare vicino a tutto questo dramma che sta succedendo oggi. Da quell’otto luglio del 2013, quando Papa Francesco venne a Lampedusa e lancio il suo grido d’allarme, è cambiato poco, è cambiata solo l’attenzione che si ha nei confronti dell’isola. Nel senso che adesso Lampedusa ha più voce, ma non è cambiato tanto, non è cambiato il sistema, non sono finiti gli sbarchi. Magari – ha aggiunto – ci sono meno sbarchi a Lampedusa, ma i migranti arrivano in Sicilia, il dramma dell’immigrazione che continua a fare morti nel Mediterraneo non è stato ancora risolto, il problema è a monte”.