Elezioni Sicilia: seggi aperti fino alle 22, sono 4,5 milioni i siciliani chiamati alle urne

Sono quattro milioni e mezzo gli elettori chiamati al voto per il presidente della Regione e il rinnovo dell’Ars. I seggi si sono aperti alle 8 e chiuderanno alle 22, le operazioni di scrutinio avranno inizio a partire dalle 8 di domani. Per la prima volta sono 70 i componenti dell’Ars che verranno eletti, dopo che la legge costituzionale 3 del 2013 ne ha stabilito la riduzione dai 90 originari. Le modalita’ di svolgimento delle elezioni sono disciplinate dalla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29. Il collegio elettorale per l’elezione del Presidente della Regione coincide con il territorio regionale; per l’elezione dell’Assemblea l’Isola e’ ripartito in un numero di circoscrizioni pari al numero delle province regionali. La scheda e’ unica e l’elettore puo’ esprimere due voti: uno per la lista regionale e uno per la lista provinciale. E’ previsto anche il voto disgiunto: l’elettore puo’ votare una lista regionale e una lista provinciale non collegate fra loro. Nel caso in cui l’elettore ometta di votare per una lista regionale, il voto validamente espresso per una lista provinciale si intende espresso anche a favore della lista regionale che risulta collegata alla lista provinciale votata.

E’ proclamato eletto alla carica di presidente della Regione il capolista della lista regionale che consegue il maggior numero di voti. L’elezione dell’Assemblea regionale siciliana avviene con sistema proporzionale con correttivo maggioritario. Dei 70 seggi: 62 sono attribuiti in maniera proporzionale sulla base di liste di candidati concorrenti nei collegi elettorali provinciali; un seggio va al Presidente di Regione; uno al capolista della lista regionale che ottiene una cifra di voti validi immediatamente inferiore a quella conseguita dalla lista regionale risultata piu’ votata; i restanti, fino ad un massimo di 6, ai candidati della lista regionale del Presidente eletto. La soglia di sbarramento per l’assegnazione dei seggi e’ del 5% per le liste provinciali. In lizza per la carica di presidente della Regione siciliana ci sono: Nello Musumeci in corsa per il centrodestra (Fi, Udc, Fdl-Noi con Salvini e autonomisti); Giancarlo Cancelleri, candidato del MoVimento 5 Stelle; per il centrosinistra e’ in corsa il rettore di Palermo, Fabrizio Micari sostenuto da Pd, Ap, Sicilia Futura, Idv, Arcipelago; per la Sinistra c’e’ Claudio Fava: ad appoggiarlo e’ una coalizione formata da Sinistra Italiana, Mdp-Art1, Verdi, Rifondazione comunista e movimenti civici. Infine l’indipendentista Roberto La Rosa, sostenuto dal movimento dei Siciliani Liberi.

A sostegno di Fabrizio Micari hanno presentato la lista il Pd, Pdr-Sicilia Futura, Alternativa popolare-Centristi per Micari e ‘Micari Presidente’. Per il candidato del centrodestra Nello Musumeci ci sono Forza Italia, Fdi-Noi con Salvini, Idea Sicilia di Roberto Lagalla, Diventera’ Bellissima e Udc. Le altre liste sono quella del Movimento Cinque Stelle, Cento passi per la Sicilia per Claudio Fava e Siciliani liberi per Roberto La Rosa. Per il centrodestra il 62enne catanese Nello Musumeci, ex presidente della provincia di Catania. “Diventera’ bellissima” il suo slogan per una Sicilia che sia efficiente e produttiva. Fortemente criticato per la presenza nella sua lista di “impresentabili”, Musumeci si difende chiedendo agli elettori di non votare i nomi non puliti. Per il rilancio di una Sicilia  in crisi, Musumeci considera fondamentale privilegiare l’impresa che secondo lui e’ “l’unica fonte vera di reddito”. Il Movimento 5 Stelle schiera Giancarlo Cancelleri, 42 anni, geometra, nato a Caltanissetta. E’ il piu’ giovane tra i candidati in corsa per la presidenza della Regione. Sui volantini della sua campagna elettorale l’attacco a Musumeci e alle facce della vecchia politica che si nasconderebbero dietro al rivale di centrodestra. Cruciale, anche nel programma dei 5 Stelle, e’ il rilancio dell’economia. E poi il taglio dei costi della politica dell’Ars e il contrasto alla mafia. Promette l’abolizione dei vitalizi e un Parlamento regionale pulito.

Il candidato della sinistra e’ il catanese Claudio Fava, 60 anni. Vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, e’ anche giornalista, scrittore, sceneggiatore. Fava e’ figlio di una illustre vittima della mafia, il giornalista Pippo Fava, ucciso nel 1984. La battaglia per la legalita’ e’ il punto cruciale del suo programma gia’ dal nome scelto per la lista: ‘I cento passi’. Arriva dal mondo accademico il candidato del centrosinistra, il 54enne palermitano Fabrizio Micari, da due anni rettore dell’universita’ del capoluogo. Presenta un programma che vuole mettere al centro il lavoro e il suo sviluppo in tutta la Sicilia. La sua e’ una sfida per una Sicilia che puo’ ripartire. “Ci sono le condizioni per decollare – dice Micari – ma servono competenza, impegno ed onesta’”. Punta tutto sulla conquista dell’indipendenza economica il candidato del Movimento Siciliani liberi, il 61enne palermitano Roberto La Rosa. Guardando alla Catalogna e puntando sulle risorse che la Sicilia possiede e che, secondo La Rosa, “devono rimanere al di qua dello Stretto”.