Arresto candidato M5s Agrigento, reazioni e commenti, Cesa (Udc): lezione per Di Maio & Co

“Un arresto nel M5S in Sicilia: un candidato alle regionali e’ finito in manette per estorsione. A differenza dei grillini noi siamo garantisti sempre, abbiamo fiducia nella magistratura e non usiamo due pesi e due misure. Come mai ora Di Maio sta in silenzio?”. Lo afferma il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa commentando l’arresto dell’imprenditore Fabrizio La Gaipa, primo dei non eletti M5S in provincia di Agrigento alle regionali in Sicilia, con l’accusa di di estorsione. “Siamo contrari alle speculazioni mediatiche e politiche. Mi auguro che quanto è accaduto nelle ultime settimane serva da lezione a Di Maio e compagni: i processi non si fanno ne’ in piazza ne’ nei Social ma nelle aule dei tribunali della giustizia nei confronti della quale bisogna avere grande rispetto”, conclude Cesa.

“Ennesima bufera sui grillini che ancora una volta dimostrano di predicare bene e razzolare male. Urlano di tutto su tutti, puntano il dito contro gli altri partiti e poi si ritrovano carichi di inchieste che vedono coinvolti loro rappresentanti. Oggi uno dei candidati 5 stelle alle regionali siciliane e’ stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. Chi sono gli onesti? Dove sono gli impresentabili? Tacciano, perche’ non sono in grado di dare lezioni a nessuno e messi poi alla prova dei fatti si dimostrano totalmente incapace di amministrare. Prima gli italiani se ne sbarazzeranno, meglio sara’ per tutti”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI).

“Per tutta la campagna elettorale siciliana i grillini, come un disco rotto, non hanno fatto altro che parlare di ‘impresentabili’, puntando il dito in modo ossessivo contro il centrodestra. Oggi si scopre che il primo dei non eletti ad Agrigento della lista super pulita del Movimento 5 Stelle è stato arrestato con l’accusa di estorsione. Che figura… ‘Nella gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura’ e i grillini non si accorgono che sono diventati delle macchiette”. Lo afferma Gabriella Giammanco, deputato e portavoce in Sicilia di Forza Italia, dopo la notizia dell’arresto per estorsione del candidato del M5s alle scorse elezioni regionali siciliane, Fabrizio La Gaipa.

“La notizia dell’arresto di uno dei candidati del Movimento 5 stelle di Agrigento dimostra ancora una volta che quel movimento non e’ esente da relazioni pericolose e comportamenti illegali”. Lo afferma il deputato di Articolo Uno – Mdp Davide Zoggia. “Noi abbiamo presentato una lista pulita fatta da persone animate da una grande passione politica e civile che hanno anteposto la lotta per una Sicilia migliore al proprio interesse personale. I fatti dimostrano che non tutti i candidati delle altre liste possono dire la stessa cosa”, aggiunge.

“E’ conferma che la selezione dei candidati e dei gruppi dirigenti deve passare da un vaglio più attento e meno formale. Non basta semplicemente il certificato dei carichi pendenti”. A dirlo all’Adnkronos è Claudio Fava, vice presidente della commissione parlamentare Antimafia e candidato della sinistra alla Presidenza della Regione siciliana alle regionali dello scorso 5 novembre, dopo la notizia dell’arresto, con l’accusa di estorsione, di Fabrizio La Gaipa, 42 anni, imprenditore agrigentino del settore turistico e primo dei non eletti del M5s nella provincia di Agrigento. “E’ una buona lezione di vita – aggiunge -. Insegna che i meccanismi di selezione della classe dirigente devono essere meno leggeri, meno affidati al circolo degli amici e più improntati a una comunanza di lavori e battaglie. Serve non solo un’onestà formale ma anche una qualità morale. Io posso garantire su molti dei miei candidati perché li ho personalmente conosciuti, siamo stati insieme protagonisti di battaglie comuni e di un racconto condiviso. Se c’è una lezione che si può trarre da questa notizia è proprio questa: occorre una selezione meno formale e più di merito”.