Arresto La Gaipa, Anzaldi (Pd): “Vertici M5S sapevano, Di Maio sbugiardato”

“L’inchiesta sul caso La Gaipa, il candidato M5s in Sicilia arrestato per estorsione, sta facendo emergere uno scenario che incastra pesantemente il partito di Grillo: i vertici M5s sapevano da mesi dei metodi di sfruttamento del lavoro utilizzati dall’imprenditore di Agrigento, eppure lo hanno candidato lo stesso e se fosse stato eletto oggi siederebbe in Assemblea regionale. Erano stati informati con email e file audio. Siamo di fronte, peraltro, all’ennesima faida giudiziaria targata M5s, perche’ il dipendente che ha denunciato l’estorsione e’ anche lui un militante M5s. Un caso che rischia di far impallidire il processo firme false di Palermo”. E’ quanto scrive su facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. “Luigi Di Maio, da Washington – prosegue Anzaldi – con al fianco l’ambasciatore italiano Armando Varricchio, ha dichiarato, annunciando la sospensione di La Gaipa dal partito: ‘Noi abbiamo agito subito’. Ma i giornali parlano di email inviate allo staff di Grillo gia’ a luglio con la denuncia dei metodi di La Gaipa, denuncia corredata da file audio di registrazioni. Di Maio, invece, e’ intervenuto solo dopo che La Gaipa e’ stato arrestato. Altro che ‘agiamo subito’. Sapevano che La Gaipa sfruttava i lavoratori, ma lo hanno candidato lo stesso. Di tutto questo, pero’, non si e’ parlato a Washington per la visita di Di Maio: forse ne’ lui ne’ l’ambasciatore hanno ricevuto la rassegna stampa italiana”.