“Diffamò avversaria politica”, condannato sindaco di San Biagio Platani

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento Maria Alessandra Tedde ha condannato il sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, per diffamazione aggravata dal mezzo della pubblicità su Facebook nei confronti Rosalba Di Piazza, coordinatrice cittadina del Pd e candidata a sindaco alle elezioni amministrative di tre anni fa.

Il sindaco Sabella è stato condannato al pagamento di 900 euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento in favore della parte civile rimettendo le parti per la sua determinazione dinanzi al giudice civile nonché al pagamento di una somma a titolo provvisionale pari a 2.000 euro e delle spese di lite sostenute dalla stessa parte civile liquidate complessivamente in 1.900 euro. Il pm aveva chiesto sei mesi di reclusione.

La parte civile aveva chiesto un risarcimento danni di 50.000 euro. Nel caso di condanna dell’imputato aveva dichiarato Rosalba Di Piazza, “la somma che mi verrà riconosciuta verrà destinata ai bambini del mio Comune che non hanno uno spazio pubblico dove poter giocare”.

La vicenda risale al 2014, quando subito dopo le elezioni andò in scena uno scontro su Facebook tra il sindaco e la sua ormai ex avversaria. “La mignotta ha pubblicato un documento politico su Facebook poi consegnato brevi manu all’amico onorevole”, sarebbe stata una delle frasi diffamatorie.

Solidarietà fu espressa alla segretaria cittadina del Pd di San Biagio Platani Rosalba Di Piazza dalla presidente della Camera Laura Boldrini che l’ha chiamata telefonicamente e dalle ormai ex deputate all’Ars Alice Anselmo, Marika Cirone Di Marco, Mariella Maggio, Antonella Milazzo, Concetta Raia e Valeria Sudano. “Alla segretaria cittadina del Pd – avevano detto le parlamentari regionali – va la nostra vicinanza, e al tempo stesso esprimiamo piena condanna per le frasi volgari e ingiuriose rivolte nei suoi confronti: ancora una volta di fronte alla mancanza di argomentazioni, c’è chi pensa di ricorrere ad offese che nulla hanno a che fare con le dinamiche politiche. Ci aspettiamo che il processo segni un punto di chiarezza in questa incresciosa vicenda”.