Sicilia: prima giunta o assetti Ars? Rebus nella maggioranza di Musumeci

Nello Musumeci ed Elena Ferraro

Formare subito la squadra di governo oppure posticipare le scelte alla composizione degli organismi dell’Assemblea e dei gruppi parlamentari, che avverrà nella seconda decade di dicembre? L’interrogativo – come riporta l’Ansa – aleggia tra i partiti del centrodestra mentre il presidente della Regione, Nello Musumeci, prosegue i suoi colloqui: oggi ha discusso con i leader dell’Udc e tra domani e dopodomani dovrebbe confrontarsi con la delegazione di Forza Italia. Proprio nel partito di Berlusconi parte del gruppo dirigente spingerebbe affinche’ la formazione del governo avvenga dopo la definizione degli assetti all’Ars, ipotesi questa che non piace pero’ alla Lega, perche’ comporterebbe un vuoto di governo di almeno una ventina di giorni. L’Udc invece non esclude che si possa chiudere nel giro di qualche giorno l’intero cerchio, mentre i Popolari e autonomisti sono in attesa di discutere con Musumeci e sarebbero favorevoli alla convocazione di un vertice di maggioranza per affrontare subito le questioni in campo.

“Speriamo di raggiungere il risultato al più presto, ma non ci sembra affatto un atteggiamento eretico quello di aspettare qualche giorno in più, del resto anche a livello nazionale prima si definiscono gli assetti in Parlamento e poi si forma la squadra di governo. Comunque l’obiettivo e’ quello di avere una coalizione coesa alla Regione e in Assemblea”. Lo dice la portavoce nazionale dell’Udc, Ester Bonafede, a proposito del confronto in corso nella maggioranza del centrodestra che sostiene il presidente della Regione, Nello Musumeci. Proprio oggi Musumeci ha incontrato i leader dell’Udc, Lorenzo Cesa e Antonio De Poli.

“Ho parlato ieri con Musumeci, che si e’ insediato il 18 novembre, e si presumeva che facesse la Giunta entro il 23 ma non sara’ prima del 30 novembre. C’e’ un accordo serio, io avendo desistito loro hanno vinto e poi se c’e’ una persona aliena dal tradimento e’ proprio Musumeci”. Lo ha detto il critico Vittorio Sgarbi, intervenendo oggi a Firenze, parlando con i giornalisti sulla sua possibile designazione ad assessore alla cultura della Sicilia. “Il problema e’ capire come l’azione esecutiva possa diventare simbolica – ha aggiunto -. Fare una buona azione di governo in Sicilia in questi mesi poi diventa una vetrina”. Secondo Sgarbi, “la Sicilia e’ il punto di partenza delle elezioni nazionali, ed e’ una vetrina attraverso cui dare l’esempio di poter ben governare, almeno dal punto di vista dei beni culturali. Meglio fare la campagna elettorale da assessore alla cultura della Sicilia che da niente, non per opportunita’ elettorale ma perche’ puoi dare un buon esempio. Faro’ impallidire Firenze”, ha concluso.