Cattedrale di Agrigento, appello della Curia al nuovo presidente Musumeci

“Cari Nello e Gaetano, salvate la Cattedrale, o almeno provateci seriamente, approvando nei primi cento giorni tempi e finanziamenti certi per i progetti di messa in sicurezza definitiva del colle e delle fabbriche. E salvate anche l’università, favorendo la rimessa a regime di tutte le facoltà sospese da UniPa per mancanza di fondi. Mettete da parte – non per cento giorni, ma per almeno quattro anni – i toni da campagna elettorale, rimboccatevi le maniche. Assumetevi oneri e onori delle vostre posizioni e delle vostre decisioni, ma non restate immobili di fronte ai disastri annunciati”.

Con queste parole – contenute in una lettera aperta de L’Amico del popolo, l’organo ufficiale della Curia di Agrigento, e rilanciata oggi dal Giornale di Sicilia – viene lanciato un accorato, sincero, appello al neo presidente della Regione Nello Musumeci e al già designato assessore regionale Gaetano Armao.

“È grande la preoccupazione per le sorti del colle di Agrigento, delle famiglie, delle attività commerciali e delle infrastrutture circostanti e quindi della Cattedrale sul quale sorge, insieme ad altri monumenti di interesse storico artistico: il Seminario, il collegio dei Santi Agostino e Tommaso, il palazzo Vescovile, la biblioteca Lucchesiana, la chiesa di Sant’Alfonso e i resti del castello arabo. Negli ultimi quindici anni, il rischio potenziale – di per sé molto elevato – è stato aggravato a dismisura da una somma di fattori esterni gravi e deleteri, che nulla hanno a che fare con la geologia. Gli studi ci sono, documentati e coerenti, e a questo punto le ipotesi progettuali possono diventare esecutive ed essere realizzate, come in un qualsiasi posto normale”.