Montallegro, cacciatore ucciso con un colpo in faccia: si cerca chi ha sparato

Un colpo che ha centrato Paolo Stagno al volto. È morto così l’operaio stagionale della forestale, di 51 anni, di Montallegro, che si era recato, con due persone, a Burgio, per una battuta di caccia. Piena collaborazione nella ricostruzione di quei momenti è stata offerta agli inquirenti da chi si trovava con Stagno. Il colpo che ha fatto sfociare in tragedia la battuta di caccia sarebbe partito da un altro fucile. Altre persone, dunque, come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, si sarebbero trovate in quella zona per la caccia. Ed i carabinieri, coordinati dalla Procura  di Sciacca, sono impegnati a chiarire anche quest’aspetto. Bisognerà individuare chi, in quelle ore, si trovava in contrada Muti, dove la caccia non può essere effettuata. In procura ieri mattina bocche cucite, nessuna conferma in merito ad iscrizioni nel registro degli indagati.

A coordinare le indagini è il sostituto Christian Del Turco. Nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Stagno. Una certezza è che l’attività di caccia in quella zona non poteva essere effettuata. Ieri mattina si è recato in procura l’avvocato Teo Caldarone, nominato dalla famiglia di Paolo Stagno. “Paolo per me era soprattutto un amico – ha detto il legale al Gds – un gigante del lavoro, faceva lo stagionale alla forestale e poi si dedicava a tante altre cose. Era un appassionato di caccia e di pesca. Noi auspichiamo che si chiarisca tutto al più presto e che sulla vicenda si faccia piena luce. Intanto, attendiamo che venga eseguita l’autopsia e poi ci prepareremo ai funerali».

Le indagini sono svolte dai carabinieri della compagnia di Sciacca, della tenenza di Ribera e della stazione di Burgio. Un’attività che non si è mai fermata quella dei carabinieri fin da quando è arrivata la segnalazione dell’accaduto e che vuole portare a chiarire la vicenda in ogni aspetto. Paolo Stagno lascia la moglie e tre figli, due dei quali non ancora maggiorenni.