“Le donne ai vertici in politica e in economia fanno fare un salto in avanti al nostro Paese”

“La presenza delle donne ai vertici, in politica e in economia, puo’ far fare al nostro Paese un salto in avanti. Se in un’azienda c’e’ un amministratore delegato donna, molto probabilmente le politiche di welfare saranno piu’ pervasive e l’attenzione ai percorsi di carriera femminile maggiore. Se a capo di un partito o di un’istituzione c’e’ una donna, e’ molto probabile che il focus sulle politiche femminili – che non si limitano alla conciliazione, ma si estendono all’imprenditoria e all’occupazione femminile – sara’ maggiore”. Lo racconta alla Dire Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario, che si occupa della valorizzazione del ruolo e della professionalita’ femminile in tutti gli ambiti professionali, con una particolare attenzione ai vertici.

“La presenza delle donne ai vertici e’ uno snodo per noi fondamentale da sempre – prosegue Lella Golfo- e in questa direzione va la legge sulle quote di genere, di cui sono stata la prima firmataria e che mi onoro di aver portato all’approvazione. Basti pensare- spiega Golfo- che grazie a questa legge la presenza delle donne nelle societa’ quotate e’ passata dal 5,9% ad oltre un 30%, cosi’ come sono oltre il 30% le donne ai vertici nelle societa’ pubbliche. Un balzo che la stessa Banca d’Italia aveva quantificato in 50 anni. La Fondazione affronta anche la questione del gap salariale e tutte le disparita’ e lacune in termini di pari opportunita’, ma sono da sempre convinta che sia dai vertici che parta tutto. Esserci dove le decisioni vengono prese e’ fondamentale”. Un obiettivo da raggiungere anche con aspre battaglie ma senza mettere in discussione una “diversita’” tra uomo e donna che rappresenta una ricchezza e un’opportunita’.

“Le donne devono aver prima di tutto coscienza delle proprie potenzialita’ e consapevolezza delle proprie capacita’ e quindi elaborare un proprio stile di leadership- sottolinea Golfo- che non scimmiotti quello maschile. La contaminazione tra la leadership maschile e quella femminile porta al benessere e all’equilibrio nei luoghi di lavoro e nell’economia. Gli studi dimostrano che le aziende con board misti sono quelle che funzionano meglio, producono e guadagnano di piu'”.

Vantaggi che derivano anche dalle peculiarita’ femminili: “La condivisione e la propensione al lavoro di squadra, l’attitudine diversa nei confronti del rischio e dell’innovazione, una governance inclusiva e partecipativa e, da non sottovalutare, una minore corruttibilita’. Queste caratteristiche tipicamente femminili vanno valorizzate e portate ai vertici. Il ‘Potere delle Donne’ deve essere la nostra prossima sfida per una societa’, un’economia e una politica migliori. Perche’ il ‘Potere’ non e’ una colpa ne’ una ‘brutta parola’. Al contrario- spiega la presidente della Fondazione Bellisario- il potere esercitato con onesta’, sensibilita’, senso di responsabilita’ e nell’interesse generale e’ uno strumento formidabile per pensare il mondo in modo diverso ed e’ la strada da percorrere per il progresso democratico”.

Puo’ coesistere il ruolo di leadership con quello di madre? “Assolutamente si’ se c’e’ una rete di sostegno. In Italia- risponde Golfo- c’e’ anche un approccio culturale che spesso scoraggia la carriera femminile e poi ci sono ostacoli concreti che spesso arrestano l’ascesa delle donne. Basterebbero, banalmente, asili nido in ogni azienda per risolvere alcuni dei problemi di conciliazione. E basterebbe un’impostazione e un’organizzazione del lavoro diversa e meno ‘maschile'”. “Oggi i modelli di produttivita’ sono talmente cambiati che pensare a un’organizzazione del lavoro attaccata al processo dalle 9 alle 18 non ha piu’ senso- avvisa Golfo- e’ fuori dal mondo e non al passo coi tempi. Questo cambiamento e’ una grandissima opportunita’ per le donne da un punto di vista professionale. Bisogna sganciarsi dalla gabbia del tempo- consiglia- e fortunatamente anche le politiche stanno andando in questa direzione. Gli incentivi dati alle aziende che utilizzano lo smart working vanno estesi anche alle piccole e medie imprese, che non riescono a investire in tecnologie o in asili nido interni. Occorrono partnership pubblico-private e altri strumenti. Non si puo’ piu’ tollerare che quasi tutte le donne arrivate a 30 anni si sentano chiedere a un primo colloquio di lavoro ‘Lei ha figli piccoli? Lei ha intenzione di averne?’. La produttivita’ non si misura in ore di presenza fisica in ufficio- ripete la presidente della Fondazione Marisa Bellisario- e i lavori del futuro consentiranno alle donne un’organizzazione piu’ flessibile, ma il cambiamento deve iniziare pure dalla cultura che deve considerare la maternita’, anche al lavoro, come una ricchezza non un ostacolo”.

Per promuovere la professionalita’ femminile, la Fondazione promuove ogni anno il premio Bellisario per riconoscere il talento delle donne. “Si svolge a giugno e nel 2018 giungera’ alla sua trentesima edizione- commenta la presidente- sara’ quindi un’edizione speciale e come sempre sara’ una trasmissione televisiva in onda su Rai2. Trent’anni di lavoro per le donne sono un traguardo importante di cui andiamo fiere ma non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. Tanto e’ stato fatto ma tanto resta da fare”. Verranno premiate le eccellenze femminili in ogni ambito: dall’imprenditoria al management, dalla cultura all’scienza. C’e’ anche il Germoglio d’Oro assegnato a una giovane impresa innovativa, il Premio internazionale e quello a tre giovani neolaureate in materie scientifiche e ingegneristiche per incentivare le ragazze ad intraprendere lo studio di queste materie. “Marisa Bellisario scriveva nel suo libro autobiografico che le professioni tecnologiche e scientifiche avrebbero facilitato l’ingresso e l’affermazione delle donne nel mondo del lavoro. Consigliava alle ragazze di scegliere materie scientifiche perche’ avrebbero rappresentato il loro futuro occupazionale. E lo scriveva quasi 40 anni fa!”, ricorda Golfo. Un altro momento importante, sempre promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, e’ il seminario internazionale ‘Donna, Economia & potere’ che si svolge nel mese di ottobre e ogni anno in una citta’ diversa. Nel 2017 ha riempito il Castello Svevo di Bari con piu’ di 300 partecipanti, uomini e donne, riuniti sul tema ‘Il potere delle donne’. Sono stati affrontati argomenti quali Mezzogiorno, Innovazione, Giovani, Made in Italy, Sostenibilita’, Europa, Politica & Economia. “Sette temi per descrivere lo stato dell’arte e capire quale possa essere il contributo delle donne non solo alla risoluzione dei problemi presenti in ciascuno di questi ambiti, ma soprattutto al loro rilancio. Abbiamo elaborato proposte concrete sulle quali continueremo a lavorare. Il contributo delle donne e’ fondamentale e dalla partecipazione femminile, a tutti i livelli, dipende lo sviluppo equilibrato del Paese. Noi da sempre- conclude Golgo- ci impegniamo non solo per dimostrarlo ma per rendere la parita’ non solo formale ma sostanziale”.