Imprese e burocrazia-lumaca in Sicilia, Confindustria: “Ogni ritardo è un costo sociale”

“Ogni ritardo è un costo sociale. Chi vuole investire qui è considerato un nemico da demolire”. Così Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Sicilia, commenta in un’intervista pubblicata oggi sul Giornale di Sicilia i risultati dello studio che verrà presentato a giorni ai vertici delle istituzioni e agli attori del sistema economico regionale. “Il dato fondamentale che emerge – ha detto – è uno: ogni ritardo è un costo sociale. Un costo in termini di investimenti mancati, di occupazione che non cresce, di ricchezza che sfuma, di produzione che resta nelle intenzioni e nei progetti e di giovani che non trovano lavoro. Di un circuito economico che continua inesorabilmente a zoppicare. Dobbiamo rendere più competitivo il nostro sistema. Per farlo non occorrono risorse o riforme. Solo buona volontà. In due parole occorre fare.

Dal nostro osservatorio emerge che abbiamo risorse pubbliche e private a sufficienza per sostenere la crescita. La Sicilia dal ‘94 a oggi riceve fondi comunitari. Si tratta – ha spiegato – di miliardi che non hanno portato né crescita né sviluppo. Non è la quantità della spesa che genera ricchezza, ma la qualità. E dove c’è efficienza c’è ricchezza. In Sicilia il reddito medio è di 21.000 euro annui. A Bolzano di 45.000. In Sicilia mediamente aspettiamo 3 anni per un’autorizzazione. A Bolzano 200 giorni. E 3 anni nel contesto di industria 4.0 sono un’era geologica incompatibile con l’innovazione tecnologica. Chi vuole investire o ha già investito spesso è considerato un nemico da demolire e da osteggiare invece che un valore: l’impresa assume e genera reddito sociale. Questo è il valore da tutelare. Dobbiamo agire contro l’imperante cultura di alcuni pezzi della pubblica amministrazione: non fare niente per non rispondere di niente. È questa cultura, deliberatamente contro l’impresa, che ha generato i livelli di disoccupazione di cui tutti abbiamo consapevolezza”.