Candidato M5s arrestato ad Agrigento, la difesa di La Gaipa: “E’ un complotto per invidie elettorali”

“Fabrizio La Gaipa è vittima di una macchinazione interna al suo stesso partito per invidie elettorali. La registrazione del colloquio girava per posta elettronica fra tutti gli attivisti del Movimento Cinque Stelle ma il nastro è stato consegnato alla polizia solo tre settimane prima delle elezioni”. Gli avvocati Diego Galluzzo e Calogero Petix, dopo settimane di indiscrezioni e mezze frasi circolate in ambienti giudiziari, escono allo scoperto e attaccano con forza – come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – gli accusatori dell’imprenditore e uomo politico finito tre settimane fa agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione ai danni dei dipendenti dell’albergo Costazzurra ai quali avrebbe estorto una parte consistente dello stipendio che formalmente veniva erogato attraverso il sistema del “cavallo di ritorno”.

I difensori del quarantaduenne, primo dei non eletti alle regionali nelle fila del Movimento 5 Stelle, ieri mattina, hanno discusso il loro ricorso al tribunale del riesame che nelle prossime ore depositerà l’ordinanza di conferma o annullamento dell’ordinanza cautelare, firmata dal gip Stefano Zammuto, che ha imposto il divieto di dimora ad Agrigento anche al fratello di Fabrizio La Gaipa – Salvatore, 46 anni – con cui gestisce l’attività anche se il suo coinvolgimento è minore perché non si occupava della gestione del personale se non in maniera occasionale. L’udienza al tribunale del riesame arriva peraltro due giorni dopo l’incidente probatorio nel quale due dei tre accusatori di La Gaipa hanno confermato in aula le accuse.