Imprese, dossier Sicindustria: “Imprese soffocate dalla burocrazia, chiediamo normalità”

Per chi decide di investire in Sicilia i presupposti non sono confortanti. A cominciare dai tempi. Alcuni procedimenti possono rimanere ostaggio negli uffici, per gli iter autorizzativi, anche per cinque anni. La situazione viene descritta in uno studio, di Sicindustria. L’associazione degli industriali  ha passato al setaccio un centinaio di decreti, pubblicati nei siti del dipartimento regionale Energia, acqua e rifiuti. Da qui una conferma: per chi decide di investire in Sicilia la variabile tempo puo’ diventare una incognita. Sono stati analizzati 22 casi che hanno richiesto l’autorizzazione unica (articolo 12 del Dlgs 387/2003) per la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (dipartimento competente energia). Il tempo medio per le autorizzazioni e’ stato di 1733 giorni (4,7 anni) ovvero dieci volte il massimo previsto dalla legge. Non va meglio per le richieste di Via (valutazione di impatto ambientale) di competenza del dipartimento regionale all’ambiente. In questo caso i tempi medi sono stati di 1.065 giorni (quasi 3 anni) circa 5 volte il tempo massimo ipotizzato, che e’ di 210 giorni. Cosi’ per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) – articolo 29 del D.Lgs 3 Aprile 2006 – di competenza del dipartimento regionale dell’Ambiente e dipartimento acque e rifiuti per alcune opere. A fronte di tempi massimi di 180 giorni quelli medi impiegati dagli uffici della Regione per esitare le richieste sono stati di 1.166 giorni, circa 6,5 volte il tempo previsto.

Catanzaro: le imprese siciliane chiedono normalità

E queste sono solo le cifre illustrate oggi. Nel corso della mattina – come riporta l’Italpress – si sono alternati al tavolo dei relatori anche rappresentanti di imprese che sono rimaste invischiate nei ritardi della Regione. Come nel caso di un complesso alberghiero a Siracusa (investimento di 30 milioni di euro solo per l’acquisto dei lotti dichiarati edificabili nel 1976 ed acquistati come tali ma divenuti zona vincolata nel frattempo). O ancora la storia della New Energy Srl di Ragusa che voleva installare un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse grazie all’uso di fondi europei ma ha dovuto attendere quattro anni per le autorizzazioni perdendo di fatto la possibilita’ di accedere ai fondi Ue. Ritardi che vogliono dire occasioni di sviluppo mancate e posti di lavoro persi in una regione che vanta tassi di disoccupazione tra i piu’ alti d’Italia. Ma anche sfiducia da parte degli operatori (locali e internazionali) che vedono la Sicilia non come una terra di opportunita’ ma come una Regione nella quale la burocrazia e’ ostile alle imprese. E il confronto diventa impietoso se si guardano i dati della provincia autonoma di Bolzano, dove il tempo medio per ottenere una Via e’ di 250 giorni e una Aia di 160 giorni. “Le imprese richiedono normalità al governo regionale ovvero potere operare senza essere ostacolati”, ha detto il presidente degli industriali siciliani, Giuseppe Catanzaro.