Mafia, Cancelleri: “Assessore Sgarbi non può offendere Di Matteo, Musumeci responsabile”

“Durante la campagna elettorale Sgarbi mi ha ricoperto di insulti, ma invece di suscitare indignazione il tutto è stato liquidato con la solita frase: ‘va be è il solito Sgarbi’. Io, sinceramente, sono stufo sia di lui, sia di chi minimizza in questo modo. Basta! Spegnetegli il microfono. Vestitelo. Rinchiudetelo nell’hotel di ‘The Lobster’ che magari si tramuta in capra. Ma vi prego basta. Non se ne può più delle sue farneticazioni. Permettergli di offendere così allegramente Di Matteo equivale a offendere tutta la Sicilia. Musumeci è responsabile di tutte le scemenze che il suo assessore va dispensando. Faccia qualcosa. Subito! La Sicilia ha già così tanti problemi che può e deve fare a meno di queste pagliacciate”. Lo ha scritto su Facebook il deputato regionale del Movimento 5 stelle Giancarlo Cancelleri tornando a parlare della polemica sulle parole pronunciate oggi nella trasmissione Agorà su Rai 3 dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Vittorio Sgarbi sul pm antimafia Nino Di Matteo.

“Stamattina Vittorio Sgarbi, da pochi giorni assessore regionale ai Beni culturali in Sicilia nella giunta di centrodestra di Nello Musumeci, intervenendo ad Agora’ su Rai3 ha detto che il pm Nino Di Matteo, oggi sostituto alla Direzione nazionale antimafia, ‘ha tratto beneficio delle minacce di morte ricevute dal carcere da Toto’ Riina. Ha cavalcato l’onda per fare il martire’. Le parole Di Sgarbi sono inaccettabili, spero che Musumeci abbia il coraggio di prendere le distanze da questa vergogna, gli ritiri le deleghe e lo mandi via”. Lo dice il deputato regionale del M5s, Giancarlo Cancelleri. “Musumeci deve scegliere con chi stare, con Nino Di Matteo e la lotta alla mafia o con Sgarbi e chi infanga e offende la storia degli eroi antimafia di questa terra e chi oggi rappresenta la migliore presenza dello Stato – aggiunge – A Nino Di Matteo la mia solidarieta’ e quella di tutto il gruppo parlamentare del M5S all’Ars”.