Mafia, diffamazione a Di Matteo: Sgarbi imputato cita Fiandaca come teste

“Il 24 gennaio, nell’ambito del processo a Monza generato dalla querela del magistrato Nino Di Matteo, la difesa di Vittorio Sgarbi, imputato per diffamazione, chiede di sentire il professore Giovanni Fiandaca circa la censura preventiva effettuata dal Di Matteo nei confronti dello stesso Fiandaca. Difesa che include anche l’avvocato Marco Milani, che difende anche Alessandro Sallusti imputato per diffamazione per un articolo apparso su Il Giornale il 2 gennaio 2014″. Lo rende noto l’avvocato Giampaolo Cicconi, legale di Vittorio Sgarbi, assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana.

“Non intendo replicare a questo signore che, per affermazioni dal contenuto molto simile, è già stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata mei miei confronti. Il processo inizierà a gennaio davanti al Tribunale di Monza”, ha detto nei giorni scorsi all’agenzia stampa Adnkronos il pm antimafia Antonino Di Matteo, commentando le parole del neo assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia Vittorio Sgarbi che, in un intervento ad Agorà su Rai 3 ha detto: “Di Matteo ha tratto beneficio delle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina. Ha cavalcato l’onda per fare il martire”. Ma ha anche aggiunto: “Di Matteo non è un martire, tanto è vero che Riina è morto e lui è stravivo”. In passato, quando il neo presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che ha voluto Musumeci in Giunta, era Presidente della Commissione Antimafia all’Assemblea regionale siciliana, aveva più volte espresso la sua solidarietà al pm Di Matteo per le minacce ricevute e lo aveva invitato personalmente a una seduta della Commissione dedicata solo al magistrato. Alla fine della seduta, nel gennaio 2105, dedicata a Di Matteo l’allora Presidente della Commissione antimafia Nello Musumeci, aveva detto: “Dobbiamo neutralizzare ogni tentativo di isolamento” nei confronti del magistrato più scortato d’Italia. Adesso l’attacco al pm che arriva proprio da un assessore del neo governatore Nello Musumeci, che stavolta, nel nuovo ruolo, dichiara: “Il professore Vittorio Sgarbi è libero, come ogni cittadino, di esprimere qualsiasi giudizio, nella stessa misura in cui rivendico la mia libertà di non condividerne, nella fattispecie, le forme ed il contenuto. Aggiungo che essendo l’amico Sgarbi componente del governo da me presieduto, sono certo saprà improntare le proprie dichiarazioni alla sobrieta’ che il ruolo pubblico impone a ciascuno di noi”. Lo dice il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci intervenendo polemica sulle parole pronunciate oggi nella trasmissione Agorà su Rai 3 dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Vittorio Sgarbi sul pm antimafia Nino Di Matteo.