Sicilia, Fava annuncia ddl contro povertà, per diritto allo studio e trasparenza

Mancano ancora quattro giorni all’insediamento della nuova Ars e il neo deputato regionale Claudio Fava, eletto con la Lista Cento passi, ha già annunciato quali saranno i primi quattro disegni di legge che saranno presentati a inizio legislatura. I ddl sono stati annunciati oggi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni. Il primo – come riporta l’Adnkronos – riguarda misure per il contrasto alla povertà assoluta, il secondo norme per il diritto allo studio, un terzo ddl riguarda la trasparenza che prevede l’obbligo per ogni deputato di dichiarare l’eventuale partecipazione a logge massoniche. E, infine, il quarto prevede l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia.

“La povertà in Italia, e in particolare nel Mezzogiorno, è aumentata considerevolmente durante la prima decade del nuovo secolo. In particolare in Sicilia la situazione della povertà risulta preoccupante non soltanto rispetto al Paese, ma anche rispetto al resto del Meridione – recita il ddl – Secondo gli ultimi dati Istat, se in Italia nel 2015 un residente su cinque (19,9%) è a rischio di povertà, in Sicilia più della metà della popolazione (55,4%) vive in famiglie a rischio di povertà o di esclusione. La povertà colpisce soprattutto le fasce più deboli, giovani fino a 35 anni e anziani oltre i 65 anni di età, ed è solo in parte compensata dalla presenza di meccanismi di “welfare familiare”. Oltre che tra i disoccupati e le persone in cerca di lavoro, il disagio economico e sociale cresce anche fra le persone che hanno già un lavoro, con il deterioramento relativo e la precarizzazione delle loro condizioni reddituali”.

“All’interno della regione la distanza fra i redditi è aumentata – dice Fava – Uno studio della fondazione RES indica come il reddito medio familiare (21.800 euro) è il più basso a livello nazionale (29% al di sotto la media) e il 50% delle famiglie in Sicilia vive con meno di 1.500 euro al mese. L’indice di diseguaglianza dei redditi è notevolmente salito in Sicilia fra il 2008 e il 2015: oggi l’ammontare dei redditi dei più ricchi è oltre otto volte superiore a quello dei più poveri. Contrastare la povertà è un elementare dovere delle politiche sociali. In Sicilia un sostegno al reddito acquista una valenza civica ancor più pregnante. Qui, più che altrove, la vita politica è inquinata dalla tendenza a barattare il voto contro favori, talora anche di minima entità. Il controllo del voto ha poi visto spesso come protagonisti i circuiti di potere mafioso. Rendere i cittadini meno dipendenti dalla morsa del bisogno, e riuscire a farlo riconoscendo loro un diritto pieno all’integrazione al reddito, può dunque rappresentare un passo avanti decisivo anche per contrastare il voto di scambio politico-mafioso e quello clientelare”. Per quanto riguarda il disegno di legge sul diritto allo studio, Fava spiega: “Solo ripartendo dagli studenti, dall’accesso al sapere, da percorsi formative che accompagnino i cittadini per tutta la durata della loro vita sarà possibile invertire in Sicilia la rotta del disagio sociale, di una diffusa marginalità culturale e della dispersione irrimediabile delle nostre risorse umane”. Un altro ddl riguarda la trasparenza. Ecco cosa recita il titolo del disegno di legge: ‘Obbligo dichiarativo dei parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana in tema di affiliazione a logge massoniche o similari’. “Il presente disegno di legge – analogamente a ciò che è stato proposto per i parlamentari nazionali – è tesa a introdurre per i parlamentari regionali un obbligo dichiarativo sull’eventuale appartenenza a qualunque titolo ad associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza. L’obbligo dichiarativo risponde a un dovere di trasparenza nei confronti delle istituzioni e del corpo elettorale per il particolare tipo di vincolo – basato su principi di obbedienza e di riservatezza – che lega un massone alla propria loggia di appartenenza”.

Infine, per quanto riguarda l’ultimo ddl annunciato, prevede la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia. “É istituita, per la durata della XVII legislatura, una Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia – recita il testo – La Commissione é composta da dodici deputati nominati dal presidente dell’assemblea regionale siciliana in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente all’assemblea regionale siciliana”. “La commissione, nella sua prima seduta, elegge al suo interno, il presidente, due vicepresidenti ed un segretario – si legge nel documento – Apposito regolamento interno, approvato dalla commissione entro trenta giorni dalla data di insediamento, e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della regione siciliana, disciplina le modalità d’esercizio delle sue funzioni, e regola anche le forme di pubblicità dei lavori, nonché dei suoi atti e dei documenti di cui viene in possesso”.