Rifiuti in Sicilia, Figuccia apre il fronte: “Via libera agli inceneritori”

“Meglio Brescia o Vienna pulite attraverso impianti e nuove tecnologie o Catania e Palermo “ngrasciate” con le discariche e la differenziata con numeri da prefisso telefonico?”: così, su Facebook, l’assessore regionale all’Energia  Rifiuti Vincenzo Figuccia ha sdoganato ufficialmente la parola termovalorizzatore.  È agli impianti che producono energia bruciando i rifiuti che l’assessore pensa per superare nel medio periodo l’emergenza. Figuccia è l’assessore ai Rifiuti e la sua presa di posizione – racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – apre un nuovo fronte dentro la giunta visto che il presidente Nello Musumeci finora ha evitato metodicamente di sciogliere la riserva su quali tecnologie impiegare per lo smaltimento dei rifiuti.

Di più, il presidente finora ha tenuto aperto un canale di dialogo con Legambiente che è una fiera oppositrice dei termovalorizzatori e da tempo suggerisce invece di puntare su un potenziamento della raccolta differenziata (oggi ferma a poco più del 20%) e su impianti collegati. Ma Figuccia vede molti ostacoli su questa strada: “Io parto da un dato di fatto. In qualsiasi parte della Sicilia, perfino a Palermo, si trovano materassi, elettrodomestici e immondizia di tutti i generi per strada. Perfino dove si fa la differenziata. Tutto ciò è generato da caos normativo e responsabilità dei governi precedenti. Ora è necessario un processo culturale che coinvolga l’opinione pubblica per arrivare al livello sperato di raccolta differenziata. Ma questo richiede del tempo. E nel frattempo bisognerà definire le procedure e realizzare gli impianti di compostaggio”. L’assessore a pensa anche a “sistemi di premialità, soprattutto nelle aree urbane, per chi accetta di differenziare”.

Ma per l’assessore tutto ciò ha tempi incompatibili con la velocità dell’emergenza: “Nel medio periodo servirà avvicinarsi alle nuove tecnologie su cui hanno investito grandi città in tutta Europa. Mi chiedo se non sia più inquinante e più complesso e brutale gestire il deteriorarsi delle discariche con vasche su vasche e rischio di inquinamento delle falde o se non sia più responsabile affrontare dei temi che apparentemente possono sconvolgere l’opinione pubblica. Pongo questo tema, il tema dei termovalorizzatori. Ovviamente per muoverci in questa direzione dobbiamo prima sentire tutte le parti senza partire da posizioni di pregiudizio che spesso nascono dalla non conoscenza”.