Ars, Miccichè: “Punizioni per i deputati che non arrivano puntuali in aula”

Seduto alla sua scrivania nella Torre Pisana di Palazzo dei Normanni, con il telefono cellulare che squilla in continuazione, Gianfranco Miccichè, in jeans, camicia e maglioncino di cachemire grigio, spiega quali sono “le prime cose da fare, e anche subito”. E annuncia in un’intervista all’Adnkronos: “Con me l’aula inizierà sempre puntuale, se convoco la seduta alle 16, alle 16 e un minuto saremo già tutti in aula”. E se i deputati non ci dovessero essere? “Allora sperimenteremo dei meccanismi di ‘punizione’ per i ritardatari – dice – A me interessa iniziare puntuali e produrre”. E’ molto ambizioso il programma del neo Presidente Ars, che già dieci anni aveva ricoperto lo stesso incarico, seppure solo per due anni. “Intanto ci sono due cose fa fare immediatamente – annuncia – Per motivi non chiari è stata eliminata l’emeroteca, la raccolta più completa di giornali, e io la riaprirò, perché non è possibile che giornali antichi marciscano in un vecchio magazzino alle mercè dei topi che, come dice qualcuno, amano più la carta che il formaggio. Sarà un miracolo trovare i giornali intatti”. E poi Miccichè vorrebbe “valorizzare Palazzo ex Ministeri, accanto alla Curia, a due passi da Palazzo dei Normanni”. “Al di là della bellezza del palazzo – dice – se non lo si usa, finirà nel degrado più totale. Potrebbe essere un’idea, ne ho già parlato con il segretario generale, di unificare la biblioteca con l’emeroteca e usare Palazzo ex Ministeri per l’esposizione”. Sui vitalizi, più volte al centro dell’attenzione di programmi nazionali, Miccichè ribadisce: “Pura demagogia, ormai i vitalizi sono su base contributiva, ma di cosa stiamo parlando?… C’è stata una rincorsa folle a tagliare”.