Sicilia, Miccichè: nuovi concorsi per assumere giovani all’Ars

Nuovi concorsi all’Ars per assumere giovani dirigenti “dopo il fuggi fuggi” dei più alti burocrati che tre anni fa, dopo l’introduzione del tetto di 240 mila euro agli stipendi dei funzionari apicali e per le altre carriere del Parlamento, decisero di lasciare anzitempo Palazzo dei Normanni per mantenere lo status economico. Ad annunciarli, in un’intervista all’Adnkronos, è il neo Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, che a pochi giorni dal suo insediamento traccia quali sono i futuri programmi di Sala d’Ercole. A partire dalle nuove assunzioni. A fine anno scade, infatti, l’accordo sul tetto dei 240 mila euro e si annuncia il ritorno alle vecchie tabelle con stipendi che in qualche caso potrebbero quasi raddoppiare.

Anche se il Presidente Miccichè mette le mani avanti e spiega: “Il concetto di tetto è assurdo, per principio. A prescindere dalla cifra. Io, comunque, sto aspettando una relazione per capire il da farsi, basta con questa demagogia. I cittadini non chiedono il taglio degli stipendi ma un buon funzionamento dell’Ars”.  Anche se secondo i primi calcoli, un ritorno alle vecchie tabelle comporterebbe un incremento di oltre il 30 per cento della spesa per il personale, circa 10 milioni di euro in più.

“Secondo voi un giocatore come Dybala, potrebbe mai giocare come gioca se avesse un tetto al suo stipendio e guadagnasse quanto un giocatore di serie B? Non credo affatto”, dice Miccichè. “Ieri ho visto gli stipendi e ho scoperto che dal capo ufficio in su ci sono otto gradi e tutti guadagnano lo stesso – dice – Questo sistema non può funzionare”. Ma annuncia: “Se ci saranno stipendi troppo alti si taglieranno, ma pensare di essere tornati al sistema marxista dove tutti sono uguali, credo che la storia abbia già bocciato questo sistema”.